COBAS POSTE ADERISCE ALLO
SCIOPERO DEL 9 MARZO
Il mese di Marzo si apre con due giorni di grandi mobilitazioni. L’8 e il 9 saremo marea per le strade d’Italia e ancora una volta bloccheremo tutto.
Cobas Poste aderisce allo sciopero transfemminista CONTRO la violenza di genere, la violenza istituzionale ed economica, il controllo dei corpi, lo sfruttamento e la precarizzazione del lavoro, l’economia di guerra e il riarmo, PER l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva nelle scuole, per l’autodeterminazione dei popoli e dei corpi.
Oggi più che mai, in un presente segnato da genocidio, guerra, riarmo, repressione e crisi economiche, il significato dell’8 Marzo torna a essere radicalmente politico.
Scioperare significa sottrarsi a un sistema che continua a reggersi sul lavoro non pagato delle donne e sulla loro precarietà. Nel nostro Paese le donne sono ancora le più colpite dal part-time involontario, dai contratti precari, dal divario salariale. Sono loro a farsi carico in misura maggiore di figli, anziani, familiari non autosufficienti. Quando il welfare viene ridotto, quando i servizi pubblici vengono tagliati, il peso ricade quasi totalmente sulle loro spalle.
Ogni euro investito in armamenti è un euro sottratto a scuole, asili nido, sanità, salari, centri antiviolenza, politiche sociali. E le conseguenze di queste scelte politiche sono ben visibili: la violenza di genere diventa un’emergenza strutturale, un fenomeno sistemico che si nutre di disuguaglianze economiche, culturali e di potere.
Esiste un filo che lega le donne italiane a quelle del resto del mondo. La crescente e sempre più diffusa militarizzazione delle società produce un irrigidimento dei ruoli di genere: più controllo sui corpi femminili, più retorica nazionalista, meno diritti. La storia insegna che quando cresce il clima di guerra, arretrano anche i diritti delle donne. Le connessioni sono economiche, politiche, simboliche. Nelle zone di conflitto o nei Paesi in cui la repressione politica è molto forte, sono spesso le donne le prime a subire violenze, l’inasprimento dei controlli e la restrizione delle libertà. Le scelte di riarmo, le politiche migratorie, gli accordi internazionali incidono direttamente sulla vita di milioni di donne nel mondo.
Scioperare l’8 Marzo significa affermare che le vite delle donne valgono e che il loro lavoro – dentro e fuori casa – è essenziale e va riconosciuto. Significa denunciare che la guerra non è neutrale e che le politiche di riarmo hanno un costo sociale preciso.
Per questo saremo in piazza tutt* insieme: cittadin*, lavorator*, sindacati, società civile…
Nel riaffermare l’importanza di questa lotta, che è lotta di civiltà, di emancipazione, di progresso, di pace contro ogni barbarie.