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COSA VOGLIAMO ASPETTARE ANCORA? PDF Stampa E-mail

Senza alcuna vergogna il governo Renzi continua con la dismissione di aziende pubbliche o che svolgono servizio pubblico.

Dopo Telecom, la prima trance di Poste italiane e Enav, dovendo accantonare per ora FS, come in un gioco di figurine, si è deciso di scambiare ciò che di pubblico rimane di Poste italiane con poco più di 2 miliardi.

Il debito pubblico non si accorgerà nemmeno dell'operazione ma di certo, gli acquirenti ringrazieranno per il regalo.

Chi non potrà ringraziare ma che, temiamo, ancora una volta non reagirà, sono i lavoratori, che vedranno segnate da incertezza le condizioni ed il futuro lavorativo o perderanno il posto.

Così come, temiamo, non reagiranno gli utenti che vedranno cancellato il diritto ai servizi postali e alla tutela del piccolo risparmio oltre alla riservatezza dei propri dati sensibili, ceduti insieme all’azienda, a soggetti privati e stranieri.

Il Cobas poste denuncia con forza questa inaccettabile operazione ed invita tutti i soggetti coinvolti, lavoratori in primis, ad aderire alle nostre iniziative di protesta e lotta.

LEGGI IL COMUNICATO STAMPA.

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