I LAVORATORI NON CI STANNO.
Non solo la Cgil, ma anche Cisl e Uil scenderanno in piazza a Roma il 15 Marzo per difendere l’Europa.
Ma da chi esattamente?
SOSTENIAMO E COSTRUIAMO NEI POSTI DI LAVORO LO SCIOPERO FEMMINISTA E TRANSFEMMINISTA
Lottiamo contro la violenza patriarcale in tutte le sue forme, guerre, colonialismo e capitalismo. Contro ogni forma di discriminazione e violenza di genere, per la tutela della Legge 194 e il diritto all'aborto. Contro la precarietà, i salari mediamente più bassi di quelli degli uomini anche a parità di mansioni, le molestie, il mancato riconoscimento e ricatto sessuale nell'accesso e sui luoghi di lavoro. Contro le spese militari e contro il genocidio del popolo Palestinese.
Poste Italiane: da servizio pubblico a profitto privato, il peso sui cittadini e sui lavoratori.
La trasformazione di Poste Italiane negli ultimi trent'anni rappresenta uno dei casi più emblematici di come un servizio pubblico essenziale possa essere gradualmente sottratto alla collettività. Un processo che ha visto l'azienda passare da amministrazione statale, deputata a garantire un servizio universale, a società per azioni orientata principalmente al profitto, dove gli interessi degli azionisti prevalgono sistematicamente su quelli dei cittadini e dei lavoratori.
Durante l'ultima indizione, abbiamo già proceduto alla normalizzazione dello sciopero in ambito sportelleria. Tale operazione è stata svolta chiarendo la nostra posizione a Poste Italiane.
Pertanto, lo sciopero è da intendersi nella modalità attuata fino a oggi.
- Quando il contratto prevede 36 ore di lavoro settimanali, ma ti chiedono di svolgerne 36 più quasi 20 di straordinario, inclusi sabato e qualche domenica ("il ricorso al lavoro straordinario deve avere carattere eccezionale", recita il contratto).
- Quando ti fanno iniziare alle 4:30 per le lavorazioni interne di smistamentoe successivamente ti fanno anche uscire per la consegna di posta e raccomandate.
- Quando questo orario viene richiesto per settimane consecutive.
A nostro avviso, le condizioni per mettere a rischio il tuo benessere, o persino la tua salute, ci sono tutte.
Ancora una volta ci troviamo a compiangere la morte di un collega, deceduto mentre prestava servizio la notte del 7 gennaio.
Nell'esprimere innanzitutto il nostro dolore e le nostre condoglianze precisiamo che il decesso non è dovuto ad un incidente di lavoro ma ad un malore a cui nulla hanno potuto i sanitari giunti sul posto di lavoro, il C.S. Fiumicino, dopo essere stati chiamati dai preposti.
Quindi è sembrato inevitabile. Ma è veramente così?
Lo sciopero generale del 29 novembre rappresenta anche per le lavoratrici ed i lavoratori di poste una tappa importante sia per le istanze sociali sia per quelle lavorative che chi scenderà in piazza rivendica, e così come fanno i cobas in poste, non solo nella giornata di sciopero ma nelle lotte di tutti i giorni dentro e fuori i luoghi di lavoro.
Le privatizzazioni rappresentano la sistematica sottrazione alle collettività di beni e servizi che vengono messi a gran profitto da pochissimi e a discapito di tutti gli altri: utenti e lavoratori.
Ancora una volta lo sciopero del 29 esprime la contrarietà ad ogni privatizzazione, ed ancor più a quella di poste italiane, in ogni sua forma: vendita di quote azionarie, retribuzioni in welfare aziendale, fondi sanitari privati, fondi pensionistici privati.
Condizioni Lavorative che siano dignitose e che non perdano ad ogni rinnovo contrattuale le faticose conquiste di diritti che armonizzano da decenni la vita lavorativa con quella reale. Ne sono un esempio l’aumento dei carichi lavorativi, gli aumenti di flessibilità operative come distacchi, richieste di straordinari, richieste di mansioni superiori, sopperire alla mancanza cronica e crescente di organico, aumento delle responsabilità, aumento dei rischi, uso abnorme di ctd.
Lo sciopero degli straordinari nel settore sportelleria è sospeso fino al 24 novembre.
Purtroppo, a causa di una irragionevole interpretazione del sistema flessibile del “conto ore individuale” che secondo la commissione garanzia scioperi non sarebbe lavoro straordinario, ci troviamo costretti a sospendere lo sciopero degli straordinari degli operatori di sportello anche per prendere del tempo utile al fine di poter fare luce giuridicamente sulla questione e poter fornire ai lavoratori le giuste indicazioni sulle contromisure da intraprendere per rispondere a questo attacco del diritto di sciopero.
Ogni processo di privatizzazione è in modo sistematico un mero esercizio di privazione ai danni della collettività.
Cioè una sottrazione indebita di tutti quei beni e servizi a incontestabile beneficio della popolazione tutta.
Non vi crediamo.
Perché non avete mai raccontato la verità.
Perché siete sempre stati voce dell’azienda e mai voce dei lavoratori.
Non vi crediamo, semplicemente, perché non avete mai avuto il coraggio della trasparenza.
Pubblicate i verbali, piuttosto. Tutti. Uno ad uno. Assemblea per assemblea.
Cosicché chi ha partecipato, chi ha votato, possa averne riscontro.