Cobas Poste

PICCOLO VADEMECUM PER I NUOVI ASSUNTI……

 MA UN RIPASSO FORSE È PIÙ CHE NECESSARIO ANCHE PER I “VECCHI” ASSUNTI

É importante conoscere alcune regole fondamentali

  1. banconote false: non si è obbligati a ripianare la cassa nel caso in cui lo sportello non è dotato di apparecchiature idonee e certificate, come previsto dalla normativa vigente in materia. L'operatore ha facoltà di declinare eventuali responsabilità in quanto non può assolutamente garantire l'autenticità delle stesse, seppur "addestrato" da un semplice corso on-line (vedi disposizioni Banca D’Italia). Pertanto, sono illegittime le richieste aziendali di rifondere l’equivalente delle banconote false, tanto è vero che Poste ultimamente ha dovuto correre ai ripari e con nota aziendale datata 15 ottobre ’19 a firma del responsabile Nazionale di Risorse Umane e Organizzazione Relazioni Industriali, dott. Cocchiaro, è stata preannunciata la dotazione per gli UP di 23.000 rilevatori di banconote sospette a partire progressivamente da marzo 2020 (un apparecchio ogni 2 postazioni di sportello). Chiaramente, fin quando non viene posto in essere tale provvedimento rimangono attuali Le considerazioni di cui sopra
  2. Sciopero: è un diritto garantito dalla Costituzione (art. 40), tutti i lavoratori possono aderirvi indipendentemente dall'organizzazione sindacale promotrice. Non c'è bisogno, quindi, di essere iscritti al sindacato che l’ha indetto.
  3. Sciopero straordinario: nel caso dello sciopero dello straordinario, oltre chiaramente a non aderire alla richiesta di ore di straordinario bisogna anche lasciare la postazione di lavoro e chiudere le operazioni con la clientela: Turno antimeridiano ore 13,35/40 – turno pomeridiano 19,05/10. In entrambi i casi il tempo rimanente (30/35 min. circa) verrà dedicato alla chiusura della postazione con relativo versamento alla cassa generale della somma eccedente le 500,00 euro, come da disposizione aziendale. Sarà compito del direttore dell’ufficio informare la clientela tramite comunicazione da apporre all’ingresso dell’ufficio, che c’è uno sciopero in atto e che non è garantito lo smaltimento di eventuali code.
  4. Formazione: è coordinata da un ente bilaterale, ovvero un istituto che distribuisce poltrone tra manager aziendali e sindacalisti in giacca e cravatta, al fine, dicono, di accrescere le competenze delle risorse. Ma è soprattutto uno strumento per alleggerire l’azienda da responsabilità che ricadranno invece attraverso la formazione sui lavoratori. Per cui ogni attività di formazione, elearning, coi, corsi in aula, vanno fatti nella maniera più scrupolosa possibile, in contesti di tranquillità, impiegando le tempistiche necessarie a favorire l’apprendimento e soprattutto vanno fatti negli orari di lavoro. In assenza di questi criteri i corsi restano una farsa ad esclusivo vantaggio della dirigenza aziendale che scarica i propri obblighi mettendo a rischio di provvedimenti sanzionatori il lavoratore che di conseguenza assume l'intero carico di responsabilità praticando una pseudo formazione.
  5. Distacchi: là dove non vi sono accordi ed equilibri tra sportellisti presenti nello stesso ufficio prevale il principio della turnazione. Pertanto, gli stessi, possono impugnare eventuali e ripetuti distacchi nominativi disposti arbitrariamente dalla filiale di appartenenza.
  6. Mansioni Superiori: possono essere rifiutate non sussistendo il criterio di obbligatorietà. Difatti, una recente sentenza della cassazione ha stabilito che tale forzatura comporta maggiori responsabilità poiché coinvolge figure professionali non inquadrate nel ruolo specifico e pertanto il lavoratore interessato ha facoltà di rifiutare un ipotetico comando ricevuto e formalizzato per iscritto.

 

Conoscere i propri diritti e doveri è necessario, indispensabile per lavorare in sicurezza rispettando le regole e pretendendo così il rispetto dei propri diritti

fine terza puntata

 

Proposte per rinnovo CCNL dipendenti Poste Italiane

Premessa

Chiediamo la ripubblicizzazione delle Poste,  come auspicato anche dai laburisti di Corbyn nel Regno Unito, a causa del fallimento delle privatizzazioni , vedi Alitalia , Ilva , Autostrade con crollo ponte di Genova , e contestuale fuoriuscita dalla quotazione borsistica. La privatizzazione dal 1994 in poi di un asset così importante ha causato un evidente peggioramento del servizio, i giorni alterni con disagi ovunque ne sono un esempio, ha portato alla chiusura di uffici postali, alla diminuzione del personale, ha causato un aumento delle tariffe e portato alla dismissione di molti servizi, , sostituito l'interesse dal migliorameto del servizio pubblico alla sua diversificazione investendo e valorizzando i servizi finanziari  per garantirsi margini di profitto che arricchiscono gli azionisti anzichè le casse statali e i lavoratori, i quali di contro si sono visti aumentare i carichi di lavoro con aumento di stress e patologie lavoro - correlate, aggravato ulteriormente dall’ aumento dell' età per poter godere della pensione. Tra i portalettere sono saliti il numero dei morti e degli infortuni soprattutto dopo la sciagurata riorganizzazione del recapito a giorni alterni , che ha portato i portalettere a un impegno spropositato. Ci battiamo per un recapito giornaliero e rivendichiamo che il lavoro del portalettere venga riconosciuto come usurante. Fonte di forte stress tra migliaia di postali è provocata anche dal non accoglimento delle richieste di trasferimento in altra sede, per ricongiungersi ai propri cari, anche con rifiuto a titolari di legge 104, nonostante vi siano ampie possibilità di realizzare queste aspettative. Pretendiamo che il lavoratore, e non il profitto, sia messo al centro delle politiche aziendali. Lo abbiamo rivendicato nella giornata di sciopero del 3 giugno scorso, esponendolo direttamente sotto la sede di Roma. I numeri dei recenti accordi su Politiche Attive, trasferimenti e conversione part time/full time sono poca cosa, infatti le stabilizzazioni degli ex CTD (contratti a tempo determinato) sono avvenute esclusivamente nel settore Recapito, che rimane comunque sotto organico , e nessuna assunzione nei CMP, dove invece sopraggiungono i non idonei al Recapito. I trasferimenti si contano in poche centinaia di persone, a fronte di circa 5.000 richieste in graduatoria.

 

Relazioni industriali e diritti sindacali

Sanzioni per il mancato rinnovo del CCNL nei tempi stabiliti , piena attuazione dell ‘ articolo 9 del CCNL , ovvero uso del referendum tra i lavoratori vincolante su accordi e questioni di lavoro rilevanti , contributi sindacali e possibilità di indire assemblee anche per le OO.SS. non firmatarie del CCNL, per una piena democrazia e rappresentanza dei lavoratori , rifiuto dell‘ accordo sulla rappresentanza del 2014 e reintroduzione, di rappresentanze unitarie democraticamente elette, su liste aperte, aperte a tutti i lavoratori dell'unità produttiva, in unità produttive d'ufficio, contro i macro accorpamenti che ne annullano la funzione; rappresentanze  sul modello dei vecchi Consigli di fabbrica (le quali si occuperanno delle questioni delle unità produttive senza essere scavalcate dalle segreterie), drastica riduzione dei permessi sindacali alle OO.SS

 

Parte normativa, Politiche sociali, dignità dei lavoratori, formazione e valorizzazione personale.

 

Nessun licenziamento prima che si giunga a sentenza definitiva;  introduzione terzietà nei provvediementi disciplinari. Abolizione del livello E ed F, eliminazione del contratto a tempo determinato o riduzione al minimo ( CTD solo per periodo natalizio e ferie estive o lunghe assenze per malattia, aspettativa o maternità ), riduzione orario di lavoro a 35 ore settimanali a parità di stipendio (lavorare meno lavorare tutti), stabilizzazione di tutti gli ex CTD e assunzioni ( con le vecchie regole , non con le tutele crescenti ) dall' esterno per porre fine , dopo una seria e oggettiva mappatura , alla carenza di organico nei CMP , nei Centri di Recapito e nella Sportelleria; ; stop ai distacchi nella sportelleria (o solo su base volontaria) e copertura integrale di tutte le postazioni di lavoro rivolte al pubblico. Numero di ferie dei neoassunti pari a quello dei vecchi assunti, No al lavoro festivo e domenicale , lavoro notturno solo facoltativo , aumento mesi retribuiti per comporto malattia visto l‘ aumento dell’ età pensionabile ( 70 anni in futuro ) , riconoscimento del lavoro di postino come usurante (da inserire nell ' art.49 ccnl ). Aumento del salario fisso uguale per tutti non legato alla produttività  e di contro abolizione del salario accessorio legato alla produttività, alla presenza e al raggiungimento degli obiettivi aziendali. Stop al Fondoposte , con rilancio invece della previdenza pubblica e stop al Fondosanitario , con rilancio altresi' della sanità pubblica. Obbligo concessione aspettativa gestionale fino a 3 giorni annui senza obbligo di motivazione. Stabilire la trasparenza degli organici, previsti ed effettivi, per ogni sede di lavoro, e introdurre il diritto al trasferimento volontario di sede, previa pubblicazione annuale delle esigenze di copertura delle carenze nonché prevedere lo scambio sede tra colleghi che ne facciano richiesta. Una serie di misure per le politiche familiari, tra cui maggiori convenzioni a prezzi agevolati con asili nido e infantili per i figli dei dipendenti postali (micro nidi aziendali nei grandi centri, come già avviene per la sede centrale di Roma), introduzione di 3 giorni annui di permessi retribuiti per malattia del figlio fino al compimento dei 3 anni di età, congedo parentale retribuito al 100% per almeno 6 mesi.

Estendere il presente contratto a tutte le società del gruppo e vietare qualsiasi cessione di rami aziendali e prevedere un reintegro di tutti i lavoratori in appalto o interinali.

Parte economica e retributiva

Aumento medio di 300 euro, visti gli utili aziendali e considerando un rinnovo CCNL “saltato”, tetto agli stipendi dei dirigenti, introduzione indennità rotazione turni H24 ( come da allegato del CCNL ), aumento consistente delle indennità per lavoro notturno, indennità per lavoro straordinario, indennità portalettere (0,58cent.di euro al giorno è un ‘ offesa), indennità di cassa e trasferta, ripristino degli scatti di anzianità , aumento dei ticket pasto elettronici a 8 euro (nuovo limite sgravio fiscale )

Salute e sicurezza

Presidio medico con DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) nei grandi centri di lavoro , introduzione di 30 ore annue come permessi retribuiti per visite mediche, convenzioni/collaborazioni tra Poste e strutture sanitarie pubbliche per la tutela della salute dei propri dipendenti , pieno rispetto delle limitazioni mediche dei lavoratori , formazione esaustiva sui rischi legati alla sicurezza , riduzione al minimo della MMC (Movimentazione Manuale dei Carichi ) nei CMP , iniziative di forte contrasto alle rapine negli uffici postali e per ridurre le morti e gli infortuni che sono in aumento tra i portalettere,, piano di controllo sui mezzi dei ptl e degli autisti con rinnovo parco mezzi dove necessario ed esonero immediato da tali mansioni al raggiungimento di 25 anni di attività, indumenti adeguati per i ptl con pagamento in busta paga dell‘ indennità di lavaggio, no alla gita dei ptl in caso di forte maltempo o eccessivo calore estivo , mensa aziendale nei grandi centri di lavoro e tempo sufficiente per pausa pranzo per tutti i dipendenti , mansioni meno faticose per i lavoratori over 60.

Il processo di digitalizzazione deve essere costantemente esaminato e monitorato dalle varie strutture competenti del Ministero della Salute, e che non vi sia alcuna ripercussione negativa in termini di salute e sicurezza (esposizione inquinamento elettromagnetico) e delle condizioni di lavoro. Inoltre, il progredire di tale processo deve prevedere una proporzionale diminuzione dell’orario di lavoro settimanale a parità di salario, senza alcun taglio di posti di lavoro.

29 NOVEMBRE

4° sciopero globale per il clima

Il movimento dei Fridays for Future, in Italia e a livello globale, ha sollevato la questione ambientale e ripropone il 4° sciopero globale per il clima, dalle “Grandi Opere” al surriscaldamento del pianeta che porta Effetti atmosferici e alluvioni sempre più frequenti e devastanti; l’ultima è il dissesto idrogeologico (aggravato dai nefasti effetti capitalisti sul clima) che sconquassa il Paese da Venezia a tutto il sud-Italia.

L’ultimo venerdì di novembre è anche il Black Friday, un appuntamento tradizionale ormai importato anche in Italia, fatto di sconti incredibili per favorire lo shopping pre-natalizio.  Proprio questo consumismo sfrenato è uno dei fattori che alimentano il cambiamento climatico. Il modello consumista divora risorse, distrugge l’ambiente, inquina, alimenta un ciclo produttivo continuo incompatibile con la transizione da un’economia estrattiva a un’economia rigenerativa, che per tanti è l’unica possibilità di evitare il collasso ambientale; ed è un falso modello di ecosostenibilità.

 

L’ appello è quello di attuare un cambiamento drastico del modello economico-produttivo e degli stili di vita, non piu' basati su “profitto-consumi”, bensì su "equità-risparmio". Senza cadere nei tranelli della “Green Economy” ovvero la neogovernativa riverniciatura verde della sostenibilità capitalista, che serve solo a prolungare l'agonia climatica.

 

COME LAVORATRICI E LAVORATORI ABBIAMO UNA GRANDE RESPONSABILITÀ

  • perché siamo nonne/i, madri e padri, zii, fratelli e sorelle, della generazione che promuove la battaglia per il clima e che oltre ad accusare di ecocidio i potenti della Terra, interroga anche noi per non aver fatto abbastanza, condannandola ad un futuro inesistente.
  • perché nella vita lavorativa stiamo dando l'impressione di piegarci ai soprusi e ai veleni, subendo il ricatto del posto di lavoro, fino al “prima il lavoro poi la salute, meglio morire di lavoro che di fame”, mentre dovremmo riscattarci pretendendo diritti e rispetto, e stabilendo una durevole convergenza con i nostri giovani per la stessa lotta dell'esistenza.

 

SIAMO DIRETTAMENTE COINVOLTI

IL NOCCIOLO DEL CONTRATTO È NEL SALARIO

 

IL CONTRATTO È SCADUTO DA UN ANNO

UN ALTRO ANNO AI DANNI DEI LAVORATORI

 

Sì, perché il mancato rinnovo del Contratto è di per sé già una perdita considerevole per i lavoratori. Mentre stipendi e salari restano al palo non è così per i guadagni dei dirigenti, padroni ed affini che nemmeno si accorgono del costo reale della vita, sempre più insostenibile per via dei sistematici rincari dei servizi, dei beni e delle merci anche di prima necessità. Di ciò che dovrebbe essere intoccabile ed inalienabile che il sistema dominante stravolge o, peggio ancora, travolge.

La questione centrale, senza nulla togliere alle altre rivendicazioni, è intrinsecamente legata al consistente aumento salariale poiché in assenza di tale intervento la nostra condizione di sopravvivenza, di estrema difficoltà materiale inevitabilmente continuerà. Ed è per questo che bisogna trovare la forza di reagire e contrastare efficacemente le scelte politiche aziendali e governative, sottoscritte dai “compari” dirigenti sindacali, che ci relegano in uno stato di precarietà esistenziale. 

Nel precedente contratto, scaduto a dicembre 2018, azienda e sindacati si sono accordati per sottrarre salario reale, soldi freschi, dalle nostre buste paghe per metterlo, d'imperio, nel cosiddetto welfare aziendale. Noi dobbiamo dire che non ne vogliamo più di questi trasferimenti che fanno comodo alle compagnie assicurative, ma non a noi lavoratori. Noi il welfare lo paghiamo già con la tassazione alla fonte; noi il welfare lo vogliamo esteso a tutta la popolazione non solo ristretto a chi, oggi, lavora; noi il welfare lo difendiamo impedendo che pezzi di sanità, di scuola, di trasporti e ... di Poste lo diano ai privati per farne merce da profitto e non servizi alle persone.

 

Quindi niente più welfare aziendale ma soldi veri in busta paga.

 

Si, ma quanti soldi? Le “micro elemosine” del passato non si avvicinano nemmeno lontanamente a quanto ci serve per vivere, per mantenere un decente potere d'acquisto: mandare i figli a scuola, curarsi, godersi qualche giorno di riposo.

 

Anche in Poste come nel resto del mondo del lavoro sono cresciute a dismisura profonde diseguaglianze come causa della egoistica sete di profitto individuale a fronte di una massa enorme di lavoratori che fatica ad arrivare a fine mese. Un dato su cos'è una diseguaglianza è il nostro stipendio medio di 1300 euro equiparato ad una sola persona, l’ AD Matteo Del Fante, che ha percepito nel solo anno 2017 oltre 6 (sei) milioni di euro! Questo è giusto? È coerente con i nostri sacrifici? In una comunità chi ha di più deve dare di più, non accaparrare di più. Ma i 6 milioni di Del Fante non sono un'eccezione: chi lo ha preceduto, l'ex AD Caio, quello che avviò la privatizzazione, è uscito con una liquidazione di 2 milioni; prima di lui l'altro ex AD Sarmi, con uno “stipendio” annuo di 1,2 milioni, è stato “liquidato” con 5 annualità! Ma per il Contratto non si trovano mai i soldi... Si trovano invece per gli azionisti con i dividendi di Borsa, che godono anche del raddoppio del valore azionario. A chi troppo e a chi niente – dice il proverbio popolare.   

Un contratto giusto è quello che aumenta il salario fisso, uguale per tutti, non legato alla produttività ed agli incentivi, un contratto giusto è quello che abolisce il salario accessorio legato alla presenza, agli obiettivi aziendali, ai benefit su criteri meritocratici, non neutri, discriminatori e gestiti dall’azienda.

 

Ma ad un'altra illusione dobbiamo sottrarci, quella della detassazione, che dovrebbe salvare i nostri salari, l'unica fonte dove pare possibile attingere, ma attenzione, questa se lasciata da sola può costituire la mela avvelenata perché questa misura non intacca le diseguaglianze, cioè non va a fondo della questione che è quella di una diversa ripartizione della ricchezza tra salari e profitto.

 PICCOLO VADEMECUM PER I NUOVI ASSUNTI…..

MA UN RIPASSO FORSE E’ PIU’ CHE NECESSARIO ANCHE PER I “VECCHI” ASSUNTI

E’ importante conoscere alcune regole fondamentali

1. Sciopero: è un diritto garantito dalla Costituzione (art. 40), tutti i lavoratori possono aderire allo sciopero indetto da qualsiasi org. sindacale, non c’è bisogno quindi di essere iscritti al sindacato che l’ha indetto.

2. Areola: le assenze di un portalettere titolare di zona facente capo ad un area territoriale (Areola), in caso di indisponibilità del personale di scorta, possono essere coperte mandando in vigore l’areola ad eccezione del periodo di ferie estive di 2 settimane dal 15 giugno al 15 settembre ed 1 settimana dal 15 gennaio al 15 aprile e delle lunghe assenze per malattia del ptl, compresa la scorta, certificate di durata almeno pari a 15 giorni, che possono essere coperte solo con la scorta o con personale a lavoro flessibile.

Caso Areola: N-1 : spostamento titolare zona frazionabile sulla zona mancante e prestazione ripartita (abbinamento) della zona frazionabile

Caso Areola N-2: spostamento del titolare della zona frazionabile su altra area territoriale di sua competenza (2 aree territoriali ulteriori) e poi, ritornati nella condizione N-1, idem come sopra

Tale spostamento del titolare zona frazionabile, verso le 2 altre aree territoriali di sua competenza, può avvenire per un massimo di 5 volte al mese

 

Il limite mensile procapite dell’areola è di h 7,12 (orario 5 giorni alla settimana) 72 ore annuali più h 7,12 mensili di straordinario se si va oltre il normale orario di lavoro infatti l’abbinamento effettuato oltre l’orario di lavoro da luogo a lavoro straordinario.

3. Linea business : i compiti della LB si differenziano nel caso trovi applicazione nelle zone soggette ai “giorni alterni” o nelle città metropolitane Roma, Milano e Napoli dove invece è garantito il recapito quotidiano.

LB recapito giorni alterni : si dedica alla consegna di prodotti “al destinatario” (oggetti a firma) della sub zona servita nel medesimo giorno dal portalettere dell’art. di base, nonché i prodotti “in cassetta” con SLA pari a J+1 e degli oggetti al “destinatario” della sub zona non servita nel medesimo giorno dall’art. di base.

LB recapito quotidiano Roma, Milano, Napoli : si dedica alla consegna quotidiana dei prodotti “al destinatario” che saranno prioritariamente oggetti con SLA pari a J+1 Prodotti al destinatario quindi solo oggetti a firma

La LB non ha un carico di lavoro specifico, ma la prestazione viene basata sui tempi di lavoro preparatorio e consegna previsti, nonché sulle percorrenze e relative tempistiche, in funzione delle caratteristiche del territorio .

Quindi non ha un carico di lavoro illimitato e nemmeno a piacimento, ma ci sono dei paletti che ognuno di noi è in grado di determinare o ricorrendo ai calcoli matematici o più semplicemente ed empiricamente in base alla sua esperienza lavorativa. E’ chiaro più zone da coprire più percorrenza, maggiore tempo impiegato, meno oggetti a firma ecc. ecc.

Infine l’accordo recita che la scorta verrà utilizzata prioritariamente per la copertura della LB

4. Richiesta dettaglio servizio prestato: su richiesta del lavoratore l’Azienda deve fornire il dettaglio delle ore di servizio prestate ivi incluse la prestazione ripartita e le ore di straordinario effettuate

Conoscere i propri diritti e doveri è necessario, indispensabile per lavorare in sicurezza rispettando le regole e pretendendo così il rispetto dei propri diritti

fine seconda puntata