Cobas Poste

 

Spett.le Poste Italiane S.p.A 

                                                                    Relazioni Industriali -Roma

                                                                    Fax 06/59587979

vaccaign@posteitaliane.it

poste@pec.posteitaliane.it

 

Oggetto: richiesta certificato carichi pendenti

 

Ci giungono notizie che Poste Italiane, ai fini dell’assunzione di personale con contratto a tempo determinato, continui a richiedere, come documentazione utile alla stipula del contratto, il certificato dei carichi pendenti, in aggiunta al certificato penale.

Anche in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato per attività di portalettere, previste dall' Accordo sindacale del 13 giugno 2018, l'azienda richiede ai lavoratori la necessità di portare con loro, nel giorno della convocazione, il certificato dei carichi pendenti.

Ciò premesso, la presente sigla sindacale desidera, con questa lettera, rammentare a Poste Italiane che lo scorso mese di luglio la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha dichiarato illegittima la pretesa di Poste Italiane di richiedere l'esibizione del certificato dei carichi pendenti.

Nella sentenza numero19012 del 17/07/2018, infatti, viene rilevato che può essere richiesta solamente la produzione del certificato penale e non quello dei carichi pendenti, in quanto il CCNL di categoria non lo prevede.

Pertanto, si chiede al datore di lavoro di rispettare la sentenza di Cassazione, evitando in questo modo ai lavoratori un esborso inutile, sia in termini economici che di tempo.

Distinti Saluti

Roma 20 novembre 2018

Dal 22 OTTOBRE AL 22 NOVEMBRE

SCIOPERO NAZIONALE DELLE

PRESTAZIONI STRAORDINARIE ED AGGIUNTIVE

VALIDO IN TUTTI I SETTORI DELL'AZIENDA

Nonostante l’implementazione della riorganizzazione del recapito “giorni alterni” vada avanti , così come il piano aziendale, che vede in tutti i settori il raggiungimento della massima flessibilità dei lavoratori e la continua perdita di posti di lavoro con gli incentivi all’esodo ed il ricorso senza freni al personale precario, ormai  su tutto il territorio nazionale la situazione è al collasso: cumuli di corrispondenza ferma si accompagnano ad effetti devastanti sui lavoratori, aumento delle assenze per malattia, insostenibili livelli di stress, pressioni che inducono i portalettere a “correre di più”, con i mezzi stracolmi, mettendo a repentaglio la propria sicurezza.

E’ ormai a rischio il servizio pubblico postale che nei piani aziendali dovrebbe essere soppiantato da un servizio che miri solo al profitto, dove i rami meno remunerativi vengono tagliati , dedicandosi solo ai prodotti ad alto valore aggiunto sul  modello corriere espresso.

A contraltare di questa tendenza nefasta le varie prese di posizione di molti consigli comunali (Viterbo, Firenze, l’intera comunità montana del Monte Amiata, ecc.) con mozioni votate all’unanimità contro queste politiche aziendali ed il recapito a giorni alterni, danno respiro alla lotta dei lavoratori  che subiscono 2 volte le scellerate scelte aziendali sia come lavoratori che come utenti .

Lotta che continua, dopo lo sciopero nazionale del 25 maggio ‘18,  su ogni direttrice con la denuncia, la mobilitazione, il coinvolgimento dell’utenza ed il ricorso importante, nonché irrinunciabile, alla lotta quotidiana con lo sciopero mensile delle prestazioni aggiuntive e dello straordinario che   da a tutti i lavoratori la concreta possibilità di poter palesare il disastro delle scelte aziendali respingendo  al mittente, per l'intero periodo, ogni richiesta in tal senso, con la  quale, sistematicamente, si fa fronte alla carenza di personale ed ai carichi di lavoro eccessivi.

L’invito a tutti i lavoratori ad aderire, a questa forma di resistenza quotidiana contro la massima flessibilità e l'abuso del precariato, è anche per riaffermare un servizio pubblico GARANTITO TUTTI I GIORNI senza discriminazioni per l’utenza e la STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI.

Aderire significa, oltre che salvaguardare se stessi da ogni forma di flessibilità, rendere evidente che senza questi strumenti, utilizzati oltremisura, non è possibile far fronte agli enormi carichi di lavoro, palesando altresì, il reale fabbisogno di personale.

 NON PERMETTIAMO CHE FLESSIBILITA’ E PRECARIATO DIVENTINO UNA CONDIZIONE NORMALE NEI POSTI DI LAVORO!

 

Abbiamo lanciato una campagna di resistenza alle politiche aziendali a partire anche dalle vertenze su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro fermo restando che come sindacati di base stiamo lavorando ad una serie di iniziative a partire da un altro sciopero contro il recapito a giorni alterni (di cui  il concreto fallimento è sotto gli occhi di tutti: dipendenti ed utenti) e le politiche aziendali che vogliono i lavoratori, di tutti i settori di poste italiane, sempre più sfruttati spremuti a seguito degli aumenti dei carichi di lavoro e della riduzione degli organici senza contare la futura espulsione “incentivata” di oltre 15.000 lavoratori, con aumento a dismisura del lavoro precario senza una reale prospettiva futura e che gli accordi sulle politiche attive (assunzioni e trasferimenti) non hanno certo migliorato.

Dopo lo sciopero del 25 maggio 2018 e numerosi scioperi delle prestazioni straordinarie e aggiuntive reiterati nei mesi successivi per rivendicare la necessità di un servizio garantito quotidianamente passando dalla stabilizzazione di tutti i precari. Vogliamo incentivare la lotta partendo dai territori più disagiati e penalizzati dalle politiche di privatizzazione,  territori molto popolati e che sono sempre più nello stato di abbandono, che invece andrebbero riqualificati a cominciare dai servizi.

 

ASSEMBLEA APERTA

per tutti i lavoratori di poste

sia stabili che precari

Venerdì 12 ottobre 2018

CATANIA

PRESSO LA SEDE COBAS DI VIA FINOCCHIARO APRILE 144 DALLE ORE 17

 

Mercoledì 17 ottobre 2018

PALERMO

PRESSO LA SEDE COBAS DI PIAZZA UNITA’ D’ITALIA 11 DALLE ORE 17

 

VI ASPETTIAMO PER COSTRUIRE INSIEME INIZIATIVE A DIFESA DEL SERVIZIO E DELL’OCCUPAZIONE

 

Nel ricordo di Fabio, ad un anno dalla tua scomparsa.........sei ancora nei nostri cuori, dentro le nostre lotte ci accompagni e ci guidi  in prima fila come sempre, niente potrà mai cancellarti. "Ci manchi immensamente" i tuoi Compagni del Cobas Poste

 

Poste Italiane, ha attribuito alla società Qui!Group la copertura del servizio ticket pasto per circa 100.000 dipendenti. Tuttavia, come è noto, a causa della sua insolvenza, tutti i commercianti si rifiutano di accettarli ormai da mesi.

Ciò nonostante, come se nulla fosse, Poste Italiane continua a caricarli su buste paga e card dei dipendenti. Eppure, già dal 2017, Poste Italiane era a conoscenza del rifiuto crescente dei commercianti ad accettarli e della conseguente difficoltà dei lavoratori a spenderli. Poste, invece di sradicare il problema alla radice, rescindendo il contratto con QUI!Group, decise di posticipare, di 12 mesi, la scadenza dei ticket, senza perciò porre fattivamente rimedio ai disservizi causati ai commercianti e ai lavoratori.

 

 

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