Cobas Poste

 

PICCOLO VADEMECUM PER I NUOVI ASSUNTI

MA UN RIPASSO FORSE E’ PIU’ CHE NECESSARIO ANCHE PER I “VECCHI” ASSUNTI

E’ importante conoscere alcune regole fondamentali

  1. rispetto orario di lavoro: è un diritto fondamentale che riesce a regolare l’attività lavorativa - il suo sforamento oltre a poter essere sanzionato (è già accaduto), se non autorizzati non si può rimanere all’interno del luogo di lavoro,  si perdono tutte le tutele anche in caso di infortunio o quant’altro - è l’unico sistema che evidenzia chiaramente il carico di lavoro.

 È molto in uso, ormai con le più svariate motivazioni ( lavoro con più calma, riesco così a far fronte alla zona pesante, non incorro nelle “esortazioni” della dirigenza ecc. ecc.) entrare in ufficio molto prima dell’orario previsto e trattenersi oltre quello di uscita, così non si fa altro che giustificare qualunque carico di lavoro, che in condizioni normali non potresti mai espletare evidenziando così concretamente la vera gravosità della zona e la sua eventuale non fattibilità

  1. Sicurezza: ormai difficilmente gli operatori verificano lo stato dei mezzi che guidano escono con tutto ciò che gli viene proposto a discapito della sicurezza (usura gomme, assenza parziale o totale dei mezzi di segnalazione, sistema frenante non è efficiente, perdita di olio e quant’altro) è necessario pretendere l’efficienza e le condizioni di sicurezza dei mezzi che si stanno utilizzando. Anche la compilazione della scheda del veicolo, delle eventuali anomalie, va sempre aggiornata ed effettuata con attenzione è un ulteriore ambito di tutela

Inoltre nel caso dei motoveicoli questi vanno caricati a norma, non si deve mai uscire con il bauletto aperto con pacchi e posta che fuoriescono dallo stesso e ne impediscono la chiusura e la stessa cosa vale per pacchi o corrispondenza tenuti tra i piedi, anche se sembra l’unico sistema per far uscire tutta la corrispondenza, assolutamente è un comportamento erratissimo che va a discapito della sicurezza e può essere anche sanzionato ed inoltre in caso di furto (cosa più che probabile) si risulta di fatto anche negligenti e si può facilmente incorrere in una sanzione . Se la corrispondenza non entra nel mezzo  bisogna avvisare i preposti e lasciarla in ufficio, nessuno ti può dire nulla, né tantomeno sanzionare se rispetti le norme sulla sicurezza ed incolumità personale

  1. Oggetti a firma: gli oggetti a firma vanno portati sempre nella borsetta tracolla ad eccezione di quelli voluminosi che possono essere lasciati nel mezzo chiuso, in caso di furto, se non si rispettano queste disposizioni, si incorre in sanzioni anche in caso di furto con scasso.
  2. Compilazione dichiarazione atti giudiziari, MOF: è importante prestare attenzione alla compilazione corretta, non approssimativa di questi atti per i quali si è passibili di denuncia penale e di risponderne anche patrimonialmente; la stessa cosa vale per le Can e le Cad che vanno anch’esse compilate con attenzione e rispettando le indicazioni come  ad esempio il numero cronologico che va riportato per intero.
  3. Straordinario: può essere richiesto per sole 2 ore giornaliere e con almeno 2 ore di anticipo sulla fine dell’orario di lavoro e per condizioni “ straordinarie” non legate a situazioni strutturali.

Conoscere i propri diritti e doveri è necessario, indispensabile per lavorare in sicurezza rispettando le regole e pretendendo così il rispetto dei propri diritti

 

fine prima puntata

 A due anni dalla tua scomparsa dimenticarti è impossibile, sei insieme a noi sempre, nel pensiero e nelle lotte di ogni giorno. Ciao Fabio I compagni del cobas poste. 

 Il 27 settembre i COBAS hanno indetto lo sciopero “per il clima, contro il sistema”, rispondendo

all'Appello del Movimento FRIDAY FOR FUTURE e a prendere parte attiva alle mobilitazioni che

da mesi gli studenti e i giovani in Italia e nel Mondo stanno realizzando contro l’emergenza

climatica.

Con la Dichiarazione di Sciopero i COBAS permetteranno ai lavoratori e alle lavoratrici che lo

vorranno di partecipare alle numerosissime iniziative che si preannunciano in tutta ITALIA.

PERCHÉ SCIOPERARE? SE NON ORA; QUANDO ??!

Siamo in piena emergenza climatica. Si stanno sciogliendo l'Artico e i ghiacciai. Bruciano la

Siberia e l'Amazzonia. L'aumento delle Temperature e della Siccità rendono aridi e invivibili interi

paesi al mondo (anche da noi nel Sud Italia) provocando ondate bibliche di migranti “climatici”

(oltre quelli che fuggono da guerre e pestilenze). Effetti atmosferici e alluvioni sempre più

frequenti e devastanti. Gli scienziati IPCC/ONU calcolano che abbiamo solo 12 anni per tentare

di fermare l'irreversibile distruzione dell'ecosistema Terra.

E NON BASTERANNO INGANNEVOLI MEZZUCCI A SALVARCI !!

La “Green Economy”, ovvero la neogovernativa riverniciatura verde della sostenibilità capitalista,

serve solo a prolungare l'agonia climatica.

OCCORRE UN CAMBIAMENTO DRASTICO DEL MODELLO ECONOMICO-

PRODUTTIVO E DEGLI STILI DI VITA, NON PIU' BASATI SU “PROFITTO-

CONSUMI”, BENSÌ SU "EQUITÀ-RISPARMIO".

A partire dall'uscita dai Cicli :

- energetico fossile (carbone, petrolio, gas, combustioni) massimi responsabili del disastro;

- alimentare a carattere intensivo-industriale, con abuso di iperchimica+medicali che ci uccidono

giorno dopo giorno;

- ed insieme, il risanamento e risparmio di acqua, i rifiuti zero, la chiusura di produzioni-grandi

opere inquinanti e militari.

SOLO COSI' POSSIAMO PENSARE DI AVVIARE L'USCITA DALL'EMERGENZA CLIMATICA

COME LAVORATRICI E LAVORATORI ABBIAMO UNA GRANDE RESPONSABILITÀ

PRIMO perché siamo nonne/i, madri e padri, zii, fratelli e sorelle, della generazione che promuove

la battaglia per il clima e che oltre ad accusare di ecocidio i potenti della Terra, interroga anche

noi per non aver fatto abbastanza, condannandola ad un futuro inesistente.

SECONDO perché nella vita lavorativa stiamo dando l'impressione di piegarci ai soprusi e ai

veleni, subendo il ricatto del posto di lavoro, fino al “prima il lavoro poi la salute, meglio morire di

lavoro che di fame”, mentre dovremmo riscattarci pretendendo diritti e rispetto, e stabilendo una

durevole convergenza con i nostri giovani per la stessa lotta dell'esistenza.

SIAMO DIRETTAMENTE COINVOLTI.

Lo Sciopero mondiale del 27 settembre 2019 unisce tutte le generazioni nella conquista di una

vita sana, di un lavoro-reddito dignitoso, di un ecosistema liberato dallo sfruttamento e dal potere.

Dal 20/9 al 27/9 PARTECIPIAMO A TUTTE LE INIZIATIVE PREVISTE 


 CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI PRECARI

Venerdì 27 settembre 2019, dalle 14:00 alle 17:00

Presidio davanti la sede del Ministero del Lavoro

in via Vittorio Veneto a Roma, ci sarà una rappresentanza di lavoratrici e lavoratori che subiscono da anni l’umiliazione della precarietà nel modo del lavoro (nella sanità, nelle scuole, nelle poste, nei beni culturali, negli enti locali, nella logistica, nei call center) a causa dell’abuso che i datori di lavoro fanno delle norme che regolano gli appalti, nel settore pubblico e in quello privato,

nonchè delle norme che regolano i contratti di lavoro a tempo parziale. Un abuso che viene perpetrato a causa di norme spesso evasive e non chiare, che anzichè tutelare i diritti dei “prestatori di lavoro” sono sfacciatamente sbilanciate in favore dei datori di lavoro, i quali non si fanno scrupolo di piegare la norma legale pur di sfruttare al meglio i propri dipendenti.

Su questi temi le lavoratrici e i lavoratori chiedono un confronto, in occasione del presidio, con il governo per denunciare lo stato di assoluto sfruttamento subito in anni di precarietà e mettere fine ad esso attraverso interventi legislativi che sanino definitivamente tale situazione.

Gli appalti ad alta intensità lavorativa, che spesso mascherano la pratica illegittima di mero affitto di manodopera, rappresentano una delle piaghe sociali del nostro Paese. Un piaga purulenta che infetta tutto il mondo del lavoro privato - dove i settori della logistica, del commercio, delle telecomunicazioni, del facility management rappresentano solo la punta dell’iceberg – e di quello della pubblica amministrazione – dove è appaltato a cooperative o società di capitali lo svolgimento

di servizi essenziali, attività operative ovvero di tipo impiegatizio, all’interno delle strutture pubbliche.

I contratti di lavoro a tempo parziale, cinicamente “venduti” come modalità per coniugare la vita familiare con quella lavorativa, rappresentano l’altra piaga infetta che flagella il mondo del lavoro.

Le clausole elastiche e flessibili previste dalla legge (nominalmente volontarie ma introdotte in occasione di ogni nuova assunzione) e la mancata trasformazione del contratto a tempo pieno pongono le lavoratrici e i lavoratori in una condizione di assoluto ricatto. La sottoscrizione di un contratto a tempo parziale, lungi dall’essere una libera scelta del singolo, rappresenta la forca caudina alla quale giovani e meno giovani si devono sottomettere per entrare e/o permanere nel modo del lavoro. Un contratto che li rende schiavi e a completa disposizione del datore di lavoro, in cambio di un reddito ben al di sotto di quello necessario per assicurare a se e la propria famiglia una vita libera e dignitosa.

E’ inutile sottolineare che spesso lavoro in appalto e lavoro a tempo parziale sono condizioni di precarietà che coesistono. Ed è inutile anche sottolineare che in stragrande maggioranza i dipendenti che subiscono tali condizioni sono DONNE. Per impedire tali abusi e sanare la situazione sono sufficienti semplici modifiche delle norme legali che dipendono solo dalla volontà politica.

E’ ora di mettere mano alle leggi per restituire dignità a lavoratrici e lavoratori:

Appalti: applicazione dell’art. 2112 c.c. in ogni caso di appalto ad alta intensità lavorativa;

Appalti: riconoscimento delle condizioni economiche applicate al personale del committente, quando più favorevoli, come già previsto per il lavoro interinale;

Appalti nella P.A.: stabilizzazione e internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari che hanno svolto attività nella P.A. attraverso gli appalti alle società private;

Appalti nella P.A.: valutazione nelle procedure concorsuali dei periodi lavorati per la P.A. presso società appaltatrici private.

Part-time: eliminazione delle clausole flessibili ed elastiche, ovvero loro contestabilità in qualsiasi fase del rapporto di lavoro senza motivazione alcuna;

Part-time: ripristino della comunicazione obbligatoria all’ITL dell’orario di lavoro CONCORDATO tra dipendente e azienda, verifica da parte della ITL, su richiesta del dipendente, del rispetto dei principi di legalità della griglia oraria “concordata”;

Part-time: diritto di trasformazione a tempo pieno, o di aumento del parametro orario, in ragione del lavoro supplementare utilizzato dall’impresa nel trimestre precedente, ovvero preventivamente a nuove assunzioni.

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Continuiamo la nostra agitazione contro le politiche scellerate di Poste Italiane Spa che vogliono una classe lavorativa sempre più asservita e precarizzata. In tutti i settori emergono gravose carenze strutturali con conseguente aumento dei carichi di lavoro e abuso del lavoro precario con un aumento costante degli utili e dei riconoscimenti per la classe dirigenziale mentre in categoria si stanno registrando drastici tagli occupazionali dovuti agli esodi e rimpiazzati solamente in minima parte. Su queste fondamenta è stato inaugurato l'Hub di Bologna, all’occasione presente anche il Presidente della Repubblica, primo centro di smistamento tecnologico all’avanguardia che darà più profitti ai padroni investitori (in linea con il processo di privatizzazione dell’azienda) e al contempo porterà una ulteriore irreversibile decrescita occupazionale. Per noi il senso di tecnologia e modernità deve essere utile a tutta la società civile cominciando ad introdurre seriamente discorsi che possano garantire un miglioramento della vita privata di ogni individuo passando per la riduzione di orario di lavoro a parità di salario. Mattarella ha dichiarato “l’innovazione non è nemica del lavoro” mentre negli anni a venire i lavoratori di poste passeranno da 135.000 a 70.000, tutto già definito con accordi e con dichiarazioni dell’amministratore delegato. Abbiamo proclamato lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e straordinarie per tutti i dipendenti di Poste Italiane Spa in tutto il territorio nazionale

dal 1 agosto al 1 settembre

(Le regioni Molise e Calabria terminano il 31 agosto mentre la provincia di Taranto inizia il 26 agosto)

Sosteniamo Uniti questa lotta contro la privatizzazione di Poste Italiane Spa, per un servizio pubblico puntuale e garantito, per un lavoro che sappia valorizzare la vita privata di ogni individuo. In una società dove regna un sistema basato sul profitto e dove la logica del PIL funge da tagliateste delle classi più deboli.

Alcune accortezze

RECAPITO : Ci si astiene dalle prestazioni ripartite dichiarando “ aderisco allo sciopero sindacale indetto dal 1 agosto al 1 settembre, nel contempo preciso che la zona di cui sono titolare per come è costituita satura l’intero turno lavorativo, pertanto la prestazione richiesta non può che trovare collocazione oltre l’orario normale di lavoro come prestazione straordinaria”

SPORTELLO: Ci si astiene dallo smaltimento code e dalle inflazionate richieste di straordinario. Invitiamo tutti i lavoratori a un’adesione massiccia in categoria, per contrastare il taglio occupazionali e l’abuso del lavoro precario, nonché la massima flessibilità richiesta.

Per un lavoro più umano e sostenibile.

Per lavorare meno e tutti a parità di Salario.