L’azienda persevera nel proseguire col proposito prefissatosi nel piano delivery 2022 facendo finta di non accorgersi dei risultati disastrosi che questo sta comportando sia per il servizio prestato sia per le condizioni dei lavoratori.

Il recapito a giorni alterni per i portalettere, le razionalizzazioni per gli uffici postali, la decimazione occupazionale, l’aumento vertiginoso dei carichi, l’abbattimento dei livelli di sicurezza sia materiali che procedurali pongono i lavoratori in una condizione di grave pericolo, di forte stress e assieme minano la fiducia degli utenti sempre più consapevoli del verso di una pratica manageriale a cui poste tende, uniformandosi a quella dei tanti che dal bisogno degli utenti e dallo sforzo quotidiano dei lavoratori  cercano esclusivamente di ricavarne profitto.

Poste deroga al patrimonio fiduciario che ha saputo guadagnarsi negli anni per fare proprie, in costante e sistematico aumento, quelle politiche aggressive di vendita a tutti i costi che non tengono più conto dei reali bisogni e che tristemente la rendono uguale a tutti quei soggetti sul mercato che pur di massimizzare i propri ricavi mettono da parte utenti meno abbienti e lavoratori considerati manovalanza per i propri interessi ma pur sempre troppo onerosa al punto da dimezzare la composizione occupazionale, da aumentare la flessibilizzazione ai massimi livelli peggiorandone la condizione lavorativa portata allo stremo e all’estremo sforzo produttivo così da innamorare pescecani investitori privati pronti a divorare l’appetitosa preda e a nutrirsene finché la preda duri.

Un sacrificio che molti lavoratori non sono disposti a subire senza opporre la propria contrarietà ribadendo la necessità di un servizio che sia pubblico, gratuito ed efficiente lontano da interessi che non siano quelli dei cittadini di ricevere puntuale corrispondenza e tutela dei propri risparmi senza speculazioni finanziarie. la necessità di non confondere salario con benefit, di non mistificare quattro assunzioni con migliaia di pensionamenti e incentivi all’esodo, di non affamare per rendere sempre più deboli e flessibili, di non ingannare con l’investimento tecnologico il tentativo di sbarazzarsi del costo del lavoro.


per i pescecani noi non saremo l’esca ma il loro amo.

SCIOPERO STRAORDINARI E PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

DAL 2  AL 30 NOVEMBRE

PER TUTTI I DIPENDENTI DI POSTE ITALIANE SPA IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE AD ECCEZIONE DELLA CALABRIA CHE TERMINA IL 26 NOVEMBRE

Questo sciopero, nasce anche dalla necessità di difendere la qualità della nostra vita privata, presente e futura, come lavoratori e cittadini.

Per ribadire che il servizio postale è un servizio pubblico e che la civiltà di uno stato si vede anche dai servizi che offre, mettendo al centro le esigenze umane delle persone salvaguardandone i diritti.

IL PROFITTO NON è SINONIMO DI CIVILTA’

ESSO CI RENDE RIVALI, DISONESTI E BUGIARDI

 SCIOPERO DEGLI STRAORDINARI E DELLE PRESTAZIONI AGGIUNTIVE

Valido in tutto il territorio nazionale per tutti i dipendenti di poste italiane spa

DAL 16 settembre AL 16 ottobre

(Le regioni Molise e Abruzzo terminano il 14 ottobre, la Calabria termina il 13 ottobre mentre la provincia di Taranto inizia l’8 ottobre)

In maniera reiterata proponiamo ai lavoratori questa forma di lotta per contrastare le logiche neoliberiste che vogliono un’azienda di servizio pubblico sempre più privatizzata, con contrazioni occupazionali sempre in aumento, con un utilizzo improprio e disumano di lavoratori precari, lavoratori usa e getta che invece meriterebbero prospettive d’inserimento concrete verso il mondo del lavoro stabile.

Queste logiche liberiste trovano il pieno appoggio nelle politiche dell’ultimo ventennio adottate da azienda e sindacati confederali che con il loro sistema di delega e rappresentanza hanno spalancato le porte alla privatizzazione in Poste Italiane. Gli effetti sono evidenti a tutti, servizi a singhiozzo in gran parte del territorio italiano e quando si parla di opportunità da cogliere al volo e di tecnologia lo si fa sempre in termini di profitto e mai in termini di miglioramento del servizio e della qualità della vita di lavoratori e cittadini.

Accordi firmati senza il minimo confronto con la categoria e che ogni volta rappresentano un peggioramento delle condizioni di lavoro e di servizio che i lavoratori subiscono senza essere chiamati in causa, accordi che ultimamente vengono ratificati da una carrellata di rsu distaccate dalla realtà della categoria da molti anni.

Noi rivendichiamo con questo sciopero anche un sistema democratico basato sul coinvolgimento diretto dei lavoratori e non una farsa che spesso serve solo per qualche piccolo beneficio agli eletti rsu/rls con orari di comodo o carichi di lavoro privilegiati. Fra l'altro, queste inutili nonché dannose figure ormai fatiscenti, avallano ogni accordo preso dalle burocrazie sindacali poiché totalmente piegate alla volontà delle stesse. In realtà fungono da “specchietto per le allodole” esclusivamente per sostenere sul territorio gli interessi delle segreterie confederali pienamente in linea con le scelte del management amico e dell’intera compagine parlamentare.

 

Per questo abbiamo deciso di boicottare le elezioni rsu non andando a votare e non partecipando con nostre liste

Sosteniamo Uniti questa lotta contro la privatizzazione di Poste Italiane Spa, per un servizio pubblico puntuale e garantito, per un lavoro che sappia valorizzare la vita privata di ogni individuo.

• Contro la flessibilità selvaggia

• Contro i tagli occupazionali

• Contro il recapito a giorni alterni

• Contro il verticismo aziendal/sindacale

• Contro il processo di privatizzazione

Per un lavoro più umano e sostenibile, che arrivi alla ripubblicizzazione di poste italiane, come servizio pubblico e bene essenziale garantito indiscriminatamente e che passi dalla stabilizzazione di tutti i precari e da un concetto di modernizzazione tecnologica che preveda di diminuire le ore di lavoro a parità di salario.

Cobas Poste Cub Poste Sicobas Poste SLG Cub Poste