Inauguriamo questa rubrica parlando dell'annosa questione delle ferie d'ufficio. Innanzitutto ribadiamo che non esistono ferie d'ufficio

la Costituzione sancisce’ articolo 36 comma 3, che “ il lavoratore ha diritto al riposo set-timanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi".

L' attuazione del diritto costituzionale è sancito con l'articolo 2109 del codice civile.

Il datore di lavoro può determinare il periodo di ferie, ma questo potere non puo' essere esercitato in modo da vanificare la finalità delle stesse:" il riposo e la ricreazione del la-voratore". Le ferie servono al recupero delle energie psicofisiche e per tutelare la valo-rizzazione degli interessi del lavoratore e dei suoi tempi di vita quindi anche le sue esi-genze culturali affettive e familiari. È vero che il lavoratore non può scegliere arbitra-riamente il periodo di godimento delle stesse che va coordinato con le esigenze dello svolgimento dell'attività dell'impresa, ma è altrettanto vero che l'azienda non può dare dei periodi di ferie senza averli concordati con i lavoratori stessi in quanto questo vanifi-cherebbe gli intenti di cui sopra. È chiaro che un minimo di programmazione al di là del-le due settimane di ferie estive va fatto ma questo non deve assolutamente, come spesso richiesto, riferirsi all'intero ammontare residuo delle ferie che come dicevamo servono al recupero psicofisico e alle necessità relative alla cura della famiglia maggiormente se impreviste o impellenti quali ad esempio esami e controlli medici. Quindi In definitiva bisogna mettersi nella condizione ottimale in cui si programmano un minimo di ferie ol-tre a quelle estive e di fatto non si deve accettare assolutamente una programmazione esaustiva delle stesse anche perché non si può sapere con mesi in anticipo se queste ser-viranno o se ne avrà bisogno in quel periodo per la cura familiare ma soprattutto vanno rigettate le ferie d'ufficio appannaggio di una sola delle parti in causa, l'azienda, per i motivi esposti.