C.A.  Reponsabile Mercato Privati

C.A Responsabile Risorse e Organizzazione

C.A. Direttore Filiale RM NORD

C.A. Responsabile Risorse Umane e OrganizzazioneFiliale RM NORD

C.A Segreterie Territoriale OO.SS CISL, CGIL, UIL, SAILP, FAIL, UGL, COBAS Poste, CUB,USB

Loro indirizzi

 

Oggetto: recupero monetario per responsabilità patrimoniale

 

Nel cedolino stipendiale del mese di Luglio 2020 dell’operatore senior……..  matricola…….. , risulta effettuata trattenuta di € 100,00 disposta a titolo di risarcimento per danno patrimoniale cagionato dall’Operatore nei confronti aziendali.

Il procedimento si riferisce all’accettazione da parte dell’Operatore, il giorno 22/08/2019 agli sportelli dell’ufficio di..., di banconota rilevatasi falsa a seguito di perizia strumentale.

 

Nel merito della vicenda si rammenta che a fronte della sospetta falsità evidenziata dai

responsabili delle attività di cassa, l’operatore abbia prodotto, come da allegata documentazione, dichiarazione precompilata riprendendo le note argomentazioni:

il totale rispetto delle procedure aziendali in fase di contabilità e nel passaggio di cassa;

l’assenza di strumentazione a disposizione dell’operatore per rilevazione di contraffazione.

A termine della dichiarazione si ribadiva l’indisponibilità al ripianamento della cassa e la diffida ad un eventuale prelievo forzoso.

Determinazione ribadita dall’Operatore, con analoghe motivazioni, nella comunicazione del giorno 11/10/2019 prodotta a seguito di richiesta di rifusione della banconota a firma del Direttore di Filiale in data 09/10/2019.

 

La decisione aziendale di procedere comunque all’addebito si palesa come difforme da casi analoghi, in cui, opportunamente, non rivelandosi condotte contrarie alle procedure o negligenze nell’operato degli addetti, si è optato per la chiusura senza pretese della partita contabile.

Inoltre, la procedura coatta posta in essere, non solo annulla la condizione soggettiva dell’operatore vittima della frode, ma ne disconosce  la relazione funzionale con l’Azienda: l’azione aziendale si manifesta nell’operato dell’addetto ed il danno aziendale si concretizza nella frode alla sua articolazione operativa, ossia l’operatore.

In ultimo, la tematica da tempo presente nel confronto tra Azienda e OO.SS. lasciava presupporre una comune consapevolezza e una condotta condivisa circa gli strumenti da adottare per contrastare il fenomeno e che, nel caso in questione, si è deciso di invalidare, introducendo de facto un surrettizio accostamento di corresponsabilità dell’Operatore all’evento criminoso.

In conclusione, la decisione di procedere d’imperio, nonostante le incongruenze evidenziate, non pone solo temi di opportunità e uniformità di condotta, ma degrada l’operato aziendale, che dovrebbe conformarsi alla finalità di preservare il corpo aziendale in tutte le sue componenti, in una immotivata rivalsa ad personam.

Il diritto alla tutela dell’operatore, in assenza di rilievi e in quanto parte integrante dell’Azienda, dovrebbe costituire aspetto imprescindibile dell’azione aziendale, estrometterne le garanzie è un danno palese alla sua capacità di coesione.

 

Cordiali Saluti

 

Roma 06/08/2020