Con i bimbi di kobane

2016, un buon modo per augurare ed augurarsi la pace.

Il terrorismo fa paura; le potenze internazionali dichiarano guerra all’isis; il consiglio di sicurezza dell’Onu approva tutti i mezzi per fermare il califfato. Noi tutti ci sdegniamo e preoccupiamo per gli attentati.
Il mondo (quasi tutto) contro l’isis ma ancora la soluzione non si vede. Allora cos’è che non funziona?
Riassumendo in una sola parola, “interessi”, economici, militari, politici e religiosi, nascosti dietro i soliti proclami.
Di questi non trattiamo ora ma invitiamo caldamente a fare un giro sulle molte fonti reperibili, ad iniziare da queste:
http://www.uikionlus.com/
http://www.retekurdistan.it/

Da dire, è che la soluzione a qualsiasi forma di integralismo e/o terrorismo, già esiste e può funzionare.
Non vogliamo, in questa sede, entrare nei dettagli e ripercorre la storia, illuminante benché atroce, del popolo Kurdo, ma dare solo elementi di riflessione.

- La resistenza dei territori del Rojava e di Kobane, non inquinata da interessi “altri”, ha fermato l’isis malgrado l’ostilità della turchia e l’assenza delle potenze internazionali.
- La visione di “società” delle popolazioni del Rojava, si pone come soluzione a ogni forma di estremismo e integralismo religioso e/o politico, di discriminazione raziale e di genere.


I principi alla base di questo concetto di società sono enunciati nella carta del contratto sociale del Rojava, della quale riportiamo la prefazione. 

 

CARTA DEL CONTRATTO SOCIALE DEL ROJAVA
Prefazione:

“Noi popoli che viviamo nelle Regioni Autonome Democratiche di Afrin, Cizre e Kobane, una confederazione di curdi, arabi, assiri, caldei, turcomanni, armeni e ceceni, liberamente e solennemente proclamiamo e adottiamo questa Carta.

Con l’intento di perseguire libertà, giustizia, dignità e democrazia, nel rispetto del principio di uguaglianza e nella ricerca di un equilibrio ecologico, la Carta proclama un nuovo contratto sociale, basato sulla reciproca comprensione e la pacifica convivenza fra tutti gli strati della società, nel rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, riaffermando il principio di autodeterminazione dei popoli.
Noi, popoli delle Regioni Autonome, ci uniamo attraverso la Carta in uno spirito di riconciliazione, pluralismo e partecipazione democratica, per garantire a tutti di esercitare la propria libertà di espressione. Costruendo una società libera dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica, la Cartariconosce l’integrità territoriale della Siria con l’auspicio di mantenere la pace al suo interno e a livello internazionale.
Con questa Carta, si proclama un sistema politico e un’amministrazione civile fondata su un contratto sociale che possa riconciliare il ricco mosaico di popoli della Siria attraverso una fase di transizione che consenta di uscire da dittatura, guerra civile e distruzione, verso una nuova società democratica in cui siano protette la convivenza e la giustizia sociale.”

Per una lettura integrale:
http://www.uikionlus.com/carta-del-contratto-sociale-del-rojava-siria/

Il costo, in termini di vite e di sofferenze è stato ed è altissimo per tutti i popoli coinvolti in questa lotta di civiltà; Kobane in particolare, è devastata, sia nelle strutture che nelle vite di chi vi abita o abitava.
Non possiamo girare la testa.
Nel momento in cui ci diciamo preoccupati per il terrorismo e reclamiamo il diritto alla serenità, aiutare chi per questa serenità (anche la nostra) ha pagato un prezzo così alto, oltre ad essere un dovere civile e morale, è un gesto che ci arricchisce di dignità.
Uno dei tanti modi in cui possiamo iniziare ad aiutare la lotta di liberazione del popolo Kurdo dalla minaccia dell’isis e dall’oppressione turca, elementi che si intrecciano indissolubilmente, è anche sostenere a distanza i bambini, gli orfani di chi ha combattuto e combatte l’isis anche per noi.

Puoi leggere l’appello a questo link:
http://www.uikionlus.com/bimbi-di-kobane-sostieni-a-distanza-gli-orfani-di-chi-combatte-lisis/

una volta aperta la pagina, cliccare su “PARTECIPA” per trovare le istruzioni per effettuare i versamenti; oltre alle informazioni che troverete alla pagina, potete contattare: [email protected]  o, Fabio 3405844687.

Di questi tempi 30 euro al mese, per molti di noi, possono essere una cifra importante, consapevoli di questo, vi invitiamo ad organizzarvi in gruppi, per ufficio, areola, CPD; e vi invitiamo a portare questa richiesta anche fuori dall’ambito lavorativo.   

Per un 2016 di riflessione e consapevolezza.
Cobas Poste.