MEZZE MISURE del GOVERNO in CARICA:

 

Mentre l'ex Presidente della BCE Mario Draghi si candida a sostituire Conte e l'intera compagine governativa, con intervista pubblicata dal Financial Times, il governo annuncia un nuovo provvedimento entro la data del 16 aprile dal valore di 50 MLD, inteso tra l'altro a far slittare il pagamento delle tasse e ad estendere per 6 mesi gli ammortizzatori sociali.

Sulla ''morosità da coronavirus'' delle utenze domestiche: ACQUA, LUCE e GAS, l'Authority ARERA ha bloccato i distacchi delle stesse fino al 3 aprile, anche a fronte della “Campagna Forum Acqua”, ma il decreto legge “Cura Italia” (N. 18 del 17/03/2020 da convertire in legge entro 60 gg., il16 maggio 2020) purtroppo non ha recepito questo indirizzo, stabilendo la sospensione dei pagamenti delle tre utenze esclusivamente per gli abitanti di 11 Comuni situati nella zona rossa lombardo-veneta.

Alla stessa stregua il Decreto non si è fatto carico di sospendere gli affitti delle Case Popolari, degli Enti, studentati e altri, né si è posto il problema di bloccare gli sfratti di ogni genere. Così come non sono stati sospesi i pagamenti delle bollette - tasse sui rifiuti, tassa di possesso auto (ex bollo auto) e altro ancora.

QUESTO SAREBBE IL SERVIZIO ESSENZIALE ATTRIBUITO ALLE POSTE OLTRE AL PAGAMENTO DELLE PENSIONI?

OPPURE SONO I PRODOTTI DA BANCO E QUELLI FINANZIARI CHE SOTTO SOTTO VOGLIONO MANTENERE?

In una situazione drammatica, necessaria a fermare il contagio con l'imposizione del “restare a casa” ed altre limitazioni personali e “democratiche”, con milioni di italiani a ridotto e/o scarso

reddito, il Governo Nazionale, con i reiterati decreti d'emergenza, guarda caso, “si dimentica e/o non si fa carico di accollarsi le più elementari esigenze della danneggiata popolazione”.

E molti lavoratori, fra questi i più esposti a rischio contagio anche nella nostra azienda, continuano a pagare anche con la propria vita per queste scelte

NON CI SONO SCUSE. ESIGIAMO IL BLOCCO DEL PAGAMENTO DELLE UTENZE, DEGLI AFFITTI C.P., DEI TRASPORTI, COME TUTTE LE ALTRE TASSE PER TUTTA LA DURATA DELLA PANDEMIA.

QUESTO VA SCRITTO NEL PASSAGGIO A LEGGE DEL DECRETO “CURA ITALIA”. ESIGIAMO OLTREMODO LA COMPENSAZIONE DI QUEGLI IMPORTI A CARICO DELLA CONTABILITÀ

GENERALE, ALLA PARI DI TANTE ALTRE VOCI DOVUTE ALLA PANDEMIA.

NON CI SONO SCUSE. ESIGIAMO IL BLOCCO DEL PAGAMENTO DELLE UTENZE, DEGLI AFFITTI C.P., DEI TRASPORTI, COME TUTTE LE ALTRE TASSE PER TUTTA LA DURATA DELLA

PANDEMIA.

QUESTO VA SCRITTO NEL PASSAGGIO A LEGGE DEL DECRETO “CURA ITALIA”. ESIGIAMO OLTREMODO LA COMPENSAZIONE DI QUEGLI IMPORTI A CARICO DELLA CONTABILITÀ

GENERALE, ALLA PARI DI TANTE ALTRE VOCI DOVUTE ALLA PANDEMIA.

AL MASSIMO, IL CONTRIBUTO SOCIALE DELLE FAMIGLIE PUÒ ESSERE UNA EQUA QUOTA FORFETTARIA A FRONTE DELLA COSTRIZIONE A CUI SONO STATE OBBLIGATE CON RELATIVI

CONSUMI SUPERIORI DI ACQUA LUCE E GAS.

Attiviamoci con i mezzi che abbiamo a disposizione per conseguire questo risultato, a partire dalla mobilitazione dei lavoratori che con gli scoperi/astensione sulle mancanze aziendali in termini di salute e sicurezza, soprattutto in questo momento, sono in grado più degli altri di farsi sentire.

 

 

LAVORATORI = CARNE DA MACELLO

 

OGGI L'IMPERATIVO É SALVARSI

NON MORIRE PER IL PROFITTO!

 

Ancora una volta gli argomenti del profitto hanno prevalso su quelli della salute dei lavoratori e di quella pubblica.

Dopo la sortita a reti unificate, della contrita dichiarazione del Presidente del Consiglio Conte di "chiudere tutte le attività produttive non essenziali", scaturita dalla cruda realtà della crescita della pandemia e delle migliaia di morti, son bastate 24 ore alla Confindustria per capovolgere il Decreto lasciando pressoché immutata la possibilità di produrre per il profitto.

 

Per la Confindustria e il Governo i lavoratori sono e rimangono

"carne da macello".

E nonostante sia ormai conclamato quello che sosteniamo da decenni, ovvero il rapporto causa-effetto tra modello di produzione-consumi capitalista e crisi ambientale-climatica, tra queste e la pandemia presente. per loro, ad ogni costo

il profitto non si deve fermare!!

NON SONO MAI SAZI!! nonostante ai padroni vada " l'acqua per l'orto", con i miliardi delle “provvidenze” governative ed europee anche quelle derivate dalla sospensione del patto di stabilità.

Mentre ai lavoratori di ogni ordine e grado vanno miserevoli briciole per 9 settimane e fino all'esaurimento dei soldi, chiaramente non sufficienti per tutti, stanziati per ogni tipologia di ammortizzatori sociali:

  • dipendenti nei cicli industriali la CIGO e la CIGS;
  • commercio, turismo ed altri la "CIG in deroga";
  • autonomi, partite Iva ed altri la ridicola elemosina di 600

Di fronte, a questo odierno affamamento, a un futuro ancor più buio, al rischio concreto e permanente della vita, non c'è che da ribadire

LA SALUTE INNANZITUTTO, PER NOI STESSI, I NOSTRI FAMIGLIARI, LA COLLETTIVITA'.

Cosa che stanno già facendo e si apprestano a fare in concreto i lavoratori in numerose fabbriche e servizi, rifuggendo dagli effetti annuncio dei complici sindacati concertativi ed è quello che sta accadendo in Poste Italiane dove il 'contributo' in termini di vite umane e contagiati è altissimo ed in continua  crescita.

E ancor di più, se questa ragionevole soluzione viene ignorata o bypassata da Padroni e Governo, non rimane che AGIRE INDIVIDUALMENTE IN AUTOTUTELA E COLLETTIVAMENTE CON TUTTE LE FORME DI LOTTA POSSIBILI FINO ALLO SCIOPERO.

 

20/03/2020

 

Giungono da più parti d'Italia e da ogni settore postale, a getto continuo, segnalazioni di lavoratrici e lavoratori relative alla mancata fornitura delle mascherine FFP2 da parte aziendale.

Abbiamo visto comunicati fittizi dei vertici di Poste affissi in diversi luoghi di lavoro nei quali si asserisce che le mascherine non sono necessarie per tutti, cosa che viene riportata verbalmente e mai per iscritto da responsabili e capisquadra a diretto contatto con i dipendenti.

Affermazioni puntualmente contraddittorie.

In una comunicazione datata 10 marzo 2020 l'azienda garantiva la consegna delle suddette mascherine a tutto il personale esposto in prima linea; cioè, a stretto contatto col pubblico.

Stessa copertura veniva indicata relativamente alla sanificazione degli ambienti   di   lavoro   ed   alla   fornitura    di    guanti,    gel disinfettante, adesivi per distanza di sicurezza. Così come nel documento valutazione dei rischi adeguato alla situazione attuale.

Per di più, nel protocollo sicurezza emanato dal governo in data 14 marzo 2020  viene  esplicitamente   imposto   al   datore   di   lavoro   il   rispetto della misura precauzionale inerente alla distanza di un metro come anche il ricorso all'utilizzo delle altre misure di cui innanzi a tutela della salute di tutti i lavoratori, in conformità alle disposizioni degli organismi scientifici e sanitari.

A tal riguardo, in considerazione che anche in tempi non sospetti fosse comunque rilevante la percentuale collegata alla malattia professionale, agli infortuni, ai decessi e quant'altro ancora, ribadiamo con forza che senza protezioni non si lavora.

Il coronavirus non si arresta con la legge  del  mercato.  La  salute  prima di tutto.

 

COBAS poste      

 

Presidente del Consiglio dei Ministri

 [email protected]

Ministero della Salute [email protected]

Ministero del Lavoro e P.S. [email protected]

Ispettorato del Lavoro [email protected]

Procura della Repubblica [email protected] [email protected]

Poste Italiane S.p.A [email protected]

 

 

Roma 24 Marzo 2020

 

Oggetto: Evoluzione relativa a quanto rappresentato in data 17 marzo 2020 sull’impatto che ha avuto il fenomeno epidemiologico in corso sul personale dell'azienda : 38 positivi al coronavirus di cui 2 deceduti ed altri 712 in quarantena precauzionale.

 

PREMESSO CHE

  • La scrivente O. S. in più occasioni ha denunciato alle autorità competenti i mancati o insufficienti interventi relativi alle misure preventive
  • Molti lavoratori nei giorni scorsi si sono astenuti dalle mansioni per la mancata fornitura di tutti i DPI (Mascherine, Gel e Guanti) nonché mancati o insufficienti interventi di sanificazione e pulizia straordinaria degli ambienti e degli strumenti in uso
  • I due lavoratori della provincia di Bergamo deceduti a causa del contagio COVID-19 avevano prestato servizio fino a pochi giorni prima del decesso
  • Da allora ci sono stati ulteriori contagi, ulteriori ricoveri e un altro decesso accertato a Merate in provincia di Lecco

 

PRETENDIAMO CHE

  • Venga costantemente monitorata ed aggiornata la situazione del fenomeno epidemiologico con dati attendibili inerenti alle strutture
  • Venga informata la segreteria nazionale della scrivente organizzazione sull’evolversi dei contagi in azienda, così come ad ogni lavoratore attraverso le strutture aziendali del territorio di competenza.
  • Si effettui verifica sugli adempimenti datoriali previsti dai decreti attinenti a tutti i meccanismi di prevenzione, compresa l’identificazione del personale venuto a contatto con i colleghi contagiati
  • Si effettui verifica sulla corretta applicazione di tutte le norme previste dai DPCM e dal Protocollo d’intesa del 14 marzo.
  • Si predisponga intervento da parte degli organismi di controllo per l’indagine epidemiologica al fine di stabilire eventuali responsabilità della dirigenza di Poste Italiane.

 

Originale firmato

COBAS POSTE