20/03/2020

 

Giungono da più parti d'Italia e da ogni settore postale, a getto continuo, segnalazioni di lavoratrici e lavoratori relative alla mancata fornitura delle mascherine FFP2 da parte aziendale.

Abbiamo visto comunicati fittizi dei vertici di Poste affissi in diversi luoghi di lavoro nei quali si asserisce che le mascherine non sono necessarie per tutti, cosa che viene riportata verbalmente e mai per iscritto da responsabili e capisquadra a diretto contatto con i dipendenti.

Affermazioni puntualmente contraddittorie.

In una comunicazione datata 10 marzo 2020 l'azienda garantiva la consegna delle suddette mascherine a tutto il personale esposto in prima linea; cioè, a stretto contatto col pubblico.

Stessa copertura veniva indicata relativamente alla sanificazione degli ambienti   di   lavoro   ed   alla   fornitura    di    guanti,    gel disinfettante, adesivi per distanza di sicurezza. Così come nel documento valutazione dei rischi adeguato alla situazione attuale.

Per di più, nel protocollo sicurezza emanato dal governo in data 14 marzo 2020  viene  esplicitamente   imposto   al   datore   di   lavoro   il   rispetto della misura precauzionale inerente alla distanza di un metro come anche il ricorso all'utilizzo delle altre misure di cui innanzi a tutela della salute di tutti i lavoratori, in conformità alle disposizioni degli organismi scientifici e sanitari.

A tal riguardo, in considerazione che anche in tempi non sospetti fosse comunque rilevante la percentuale collegata alla malattia professionale, agli infortuni, ai decessi e quant'altro ancora, ribadiamo con forza che senza protezioni non si lavora.

Il coronavirus non si arresta con la legge  del  mercato.  La  salute  prima di tutto.

 

COBAS poste