Poste Italiane S.p.A                                                                                     

Datore di Lavoro, TU. 81/08

Presidente del Consiglio dei Ministri Ministero della Salute                                                

Ministero della Salute

Ministero del Lavoro e P.S

Ministero degli Interni Presidenti delle Regioni

 

 

Oggetto: COVID19 – chiusura totale di Poste Italiane S.p.A.

 

In riferimento all'oggetto, coerentemente con quanto affermato sin dal principio dello stato emergenziale, con la presente rivendichiamo il pieno diritto alla salute anche per i lavoratori di Poste Italiane attualmente costretti all'esercizio delle proprie funzioni. Nel ribadire che il servizio pubblico erogato dalla stessa S.p.A. non rientra nella globalità delle prestazioni ritenute essenziali in questa fase di pandemia, la sottoscritta 0.S. reputa procrastinabile ogni attività attinente alla stessa categoria compresi i servizi minimi essenziali previsti in caso di sciopero, visto che l'evolversi della situazione ha ormai assunto aspetti altamente preoccupanti in rapporto all'espansione rapida del fenomeno. Più di 29.000 contagiati in espansione numerica, circa 3.000 decessi ed altrettanti in terapia intensiva rendono drammaticamente palese la situazione; anche i Lavoratori di poste stanno pagando in prima persona queste scelte con 2 decessi a Bergamo ed oltre 750 dipendenti tra contagiati e posti in quarantena.

L'indice relativo alla crescita giornaliera dei casi di contagio sull'intero territorio nazionale dovrebbe indurre a provvedimenti ancor più restrittivi (modello Cina) nei confronti del tornaconto di una classe dirigente completamente assorta nella logica dei ricavi e diversamente coinvolta nella salvaguardia della salute, nel pieno rispetto del termine, di coloro considerati unicamente un costo da contenere. Questa stessa dirigenza che punta esclusivamente ai servizi finanziari a discapito di un servizio pubblico ormai ridotto all'osso. Di fronte ad un evento di portata epocale sostanzialmente complesso, come si evince dalle dichiarazioni dell'OMS, esporre i lavoratori di un settore non essenziale in tale contesto che possono essere contagiati ed a loro volta contagiare, oltre alla sottrazione del materiale utile a prevenire eventuali contaminazioni nei luoghi appropriati per salvare vite umane, non è pertinente al sacrificio imposto al resto della popolazione poiché il pericolo reale è comunque in continua circolazione. Ribadiamo pertanto la necessità impellente di una chiusura totale di tutte le attività di poste italiane per almeno tre settimane.

 

Roma, 19/03/2020

ESECUTIVO NAZIONALE COBAS