Come si sa, Slg-Cub Poste e Cobas Poste, il 13 luglio hanno presentato una richiesta di intervento alla ASL, per la mancanza di aria condizionata nei locali per il bar/mensa e per la preparazione delle vivande, che i lavoratori consumano, NON sono terra di nessuno e tutti i lavoratori, sia i dipendenti di Poste Italiane e sia i dipendenti della ditta appaltatrice CAMST hanno il diritto di essere tutelati. Ecco perché non poteva essere accettato che Poste e CAMST condividessero la gestione del problema, con il posizionamento a terra di un mega-ventilatore, del tipo di quelli in uso nelle stalle, per ventilare le vacche. L'unica soluzione corretta è solo quella dell'attivazione dell'aria condizionata, così come deve essere, per tutelare i lavoratori e garantire anche la buona conservazione degli alimenti esposti. E ciò valga, pure per i locali dei servizi igienici, in questo periodo soffocanti, e per gli avvii sempre ritardati dell'aria condizionata, ogni anno, nei locali produttivi e degli impianti di smistamento.

Chiediamo

> il ripristino di una temperatura decente anche in tutti questi ambienti, e perciò l'attivazione dell'impianto di condizionamento dell'aria d'estate e del riscaldamento d'inverno anche in mensa, al bar e relativi spazi accessori;

> l'attivazione immediata dell'aria condizionata in tutti i locali produttivi, e non dopo giorni o settimane dall'arrivo del caldo, come avviene ogni anno.

Per Cobas Poste e Slg-Cub Poste

non possono esistere lavoratori di seconda serie e tutti hanno diritto ad un ambiente di lavoro confortevole e salubre, anche se non sono dirigenti.

Confermiamo il presidio esterno, il 7 agosto, davanti al cancello del CMP, in via Archimede

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IL LAVORO DEI POSTINI E’ UN LAVORO USURANTE

 

Nei lavori gravosi, introdotti con la legge di bilancio 2017 non è compreso il lavoro del portalettere

Quello del portalettere invece è un lavoro pericoloso e usurante, riconosciuto già nel 2009 dall’ISPELS (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro), dalla ASL e dall’Università di Torino, che attraverso studi precisi e concreti hanno dimostrato che il postino ha un’aspettativa di vita inferiore di 4 anni rispetto ad altri lavori.

Fare il postino è un lavoro che USURA! Un lavoro che i portalettere svolgono tutto l’anno, in ogni condizione climatica e lo fanno principalmente usando dei motomezzi carichi all’inverosimile e con una borsa a tracollo dal peso di diversi chili.

Sono numerose le patologie più diffuse, vere e proprie malattie professionali, a cui è soggetta questa categoria di lavoratori a partire dalle ernie e protusioni della colonna vertebrale, inguinali e cervicali -artrosi, patologie agli arti inferiori e superiori- abbassamento della vista, - disturbi respiratori dovute all’inalazione continua dei gas di scarico, - ansia, stress e disturbi psichici

Sono migliaia gli infortuni ogni anno e la maggior parte sono dichiarati“incidenti stradali”(anche gravissimi e mortali):ma questi sono alla stregua di tutte le morti bianche, morti sul lavoro, solo morti sul lavoro; ricordiamo gli ultimi: 4 maggio muore portalettere di Comacchio (Ferrara) di 26 anni, 19 marzo a Bollate portalettere di 41 anni.

LA STRADA E’ IL NOSTRO LUOGO DI LAVORO E QUELLO CHE CI  ACCADE LI’ E’ SEMPRE INFORTUNIO E NON INCIDENTE STRADALE

Certo, i pericoli non si possono eliminare, ma il rischio si, ma non è questa, oggettivamente, la volontà né di poste né dei sindacati che invece stanno imponendo: raddoppio delle zone di recapito (nuova organizzazione),  aumento: dei carichi di lavoro, del tragitto , delle ore sul motorino, del carico trasportato e degli ingombri degli oggetti voluminosi, della  pressione psicologica…Si accorpano i centri di distribuzione, si aumenta l’orario giornaliero e il carico di lavoro per tagliare zone, lo straordinario diventa ordinario

I mezzi  spesso non rispettano i canoni della sicurezza, con poca e tardiva manutenzione  Tutto questo con la prospettiva attuale di rimanere in sella al motorino fino a 67 anni o ai 70 nel 2025.

Nessuno ci tutela, dobbiamo iniziare a farlo da soli.

Abbiamo il diritto (nessuno potrà mai dirci niente) e l’OBBLIGO, di rifiutare condizioni di lavoro pericolose; dobbiamo imparare a dire di no ogni volta che non sono rispettate le norme di sicurezza.

Se ci accade qualcosa, più o meno grave, nessuno ci ridarà la salute (o la vita…), niente ci solleverà dal rimorso di non essere stati capaci di dire di no.

Tutti, giovani ed anziani, dobbiamo capire che si lavora per vivere e non il contrario; che obbedendo servilmente contribuiamo a costruire il meccanismo della contrapposizione tra lavoratori che tanto piace al padrone; che l’indifferenza è la rovina.

È necessario iniziare a praticare i diritti. Dobbiamo imporre in modo determinato il tema della sicurezza e del carattere usurante del lavoro di recapito.

Dobbiamo pretendere che Poste attivi la sorveglianza sanitaria sui portalettere, oggi la sola mansione priva di tutela sanitaria, volutamente evitata per non doversi confrontare con seri problemi di gestione del personale.

La sicurezza non è un optional ma la condizione necessaria per un lavoro degno di questo nome.

Noi abbiamo aderito il 21 maggio 2018 alla manifestazione a Roma a Montecitorio promossa dal comitato “POSTINI USURATI” per chiedere che il lavoro del portalettere venga riconosciuto come  lavoro usurante e siamo pronti a proclamare o sostenere altre iniziative per ribadire queste rivendicazioni

IL NOSTRO APPOGGIO E PLAUSO VA A QUESTI LAVORATORI AUTORGANIZZATI CHE HANNO FATTO, DI QUESTO RICONOSCIMENTO, UNA BATTAGLIA DI VITA, PER LA VITA E PER UN LAVORO DIGNITOSO  li invitiamo però, nel contempo, a stare attenti, a diffidare e ad evitare di farsi strumentalizzare da sindacati o capi popolo che hanno altri interessi dai loro, gli stessi artefici di tutti gli accordi peggiorativi che di fatto incidono sulla sicurezza nei posti di lavoro.