Abbiamo lanciato una campagna di resistenza alle politiche aziendali a partire anche dalle vertenze su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro fermo restando che come sindacati di base stiamo lavorando ad una serie di iniziative a partire da un altro sciopero contro il recapito a giorni alterni (di cui  il concreto fallimento è sotto gli occhi di tutti: dipendenti ed utenti) e le politiche aziendali che vogliono i lavoratori, di tutti i settori di poste italiane, sempre più sfruttati spremuti a seguito degli aumenti dei carichi di lavoro e della riduzione degli organici senza contare la futura espulsione “incentivata” di oltre 15.000 lavoratori, con aumento a dismisura del lavoro precario senza una reale prospettiva futura e che gli accordi sulle politiche attive (assunzioni e trasferimenti) non hanno certo migliorato.

Dopo lo sciopero del 25 maggio 2018 e numerosi scioperi delle prestazioni straordinarie e aggiuntive reiterati nei mesi successivi per rivendicare la necessità di un servizio garantito quotidianamente passando dalla stabilizzazione di tutti i precari. Vogliamo incentivare la lotta partendo dai territori più disagiati e penalizzati dalle politiche di privatizzazione,  territori molto popolati e che sono sempre più nello stato di abbandono, che invece andrebbero riqualificati a cominciare dai servizi.

 

ASSEMBLEA APERTA

per tutti i lavoratori di poste

sia stabili che precari

Venerdì 12 ottobre 2018

CATANIA

PRESSO LA SEDE COBAS DI VIA FINOCCHIARO APRILE 144 DALLE ORE 17

 

Mercoledì 17 ottobre 2018

PALERMO

PRESSO LA SEDE COBAS DI PIAZZA UNITA’ D’ITALIA 11 DALLE ORE 17

 

VI ASPETTIAMO PER COSTRUIRE INSIEME INIZIATIVE A DIFESA DEL SERVIZIO E DELL’OCCUPAZIONE

 

 

Poste Italiane, ha attribuito alla società Qui!Group la copertura del servizio ticket pasto per circa 100.000 dipendenti. Tuttavia, come è noto, a causa della sua insolvenza, tutti i commercianti si rifiutano di accettarli ormai da mesi.

Ciò nonostante, come se nulla fosse, Poste Italiane continua a caricarli su buste paga e card dei dipendenti. Eppure, già dal 2017, Poste Italiane era a conoscenza del rifiuto crescente dei commercianti ad accettarli e della conseguente difficoltà dei lavoratori a spenderli. Poste, invece di sradicare il problema alla radice, rescindendo il contratto con QUI!Group, decise di posticipare, di 12 mesi, la scadenza dei ticket, senza perciò porre fattivamente rimedio ai disservizi causati ai commercianti e ai lavoratori.

 

 

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