A due anni dalla tua scomparsa dimenticarti è impossibile, sei insieme a noi sempre, nel pensiero e nelle lotte di ogni giorno. Ciao Fabio I compagni del cobas poste. 


 CONTRO LO SFRUTTAMENTO DEI PRECARI

Venerdì 27 settembre 2019, dalle 14:00 alle 17:00

Presidio davanti la sede del Ministero del Lavoro

in via Vittorio Veneto a Roma, ci sarà una rappresentanza di lavoratrici e lavoratori che subiscono da anni l’umiliazione della precarietà nel modo del lavoro (nella sanità, nelle scuole, nelle poste, nei beni culturali, negli enti locali, nella logistica, nei call center) a causa dell’abuso che i datori di lavoro fanno delle norme che regolano gli appalti, nel settore pubblico e in quello privato,

nonchè delle norme che regolano i contratti di lavoro a tempo parziale. Un abuso che viene perpetrato a causa di norme spesso evasive e non chiare, che anzichè tutelare i diritti dei “prestatori di lavoro” sono sfacciatamente sbilanciate in favore dei datori di lavoro, i quali non si fanno scrupolo di piegare la norma legale pur di sfruttare al meglio i propri dipendenti.

Su questi temi le lavoratrici e i lavoratori chiedono un confronto, in occasione del presidio, con il governo per denunciare lo stato di assoluto sfruttamento subito in anni di precarietà e mettere fine ad esso attraverso interventi legislativi che sanino definitivamente tale situazione.

Gli appalti ad alta intensità lavorativa, che spesso mascherano la pratica illegittima di mero affitto di manodopera, rappresentano una delle piaghe sociali del nostro Paese. Un piaga purulenta che infetta tutto il mondo del lavoro privato - dove i settori della logistica, del commercio, delle telecomunicazioni, del facility management rappresentano solo la punta dell’iceberg – e di quello della pubblica amministrazione – dove è appaltato a cooperative o società di capitali lo svolgimento

di servizi essenziali, attività operative ovvero di tipo impiegatizio, all’interno delle strutture pubbliche.

I contratti di lavoro a tempo parziale, cinicamente “venduti” come modalità per coniugare la vita familiare con quella lavorativa, rappresentano l’altra piaga infetta che flagella il mondo del lavoro.

Le clausole elastiche e flessibili previste dalla legge (nominalmente volontarie ma introdotte in occasione di ogni nuova assunzione) e la mancata trasformazione del contratto a tempo pieno pongono le lavoratrici e i lavoratori in una condizione di assoluto ricatto. La sottoscrizione di un contratto a tempo parziale, lungi dall’essere una libera scelta del singolo, rappresenta la forca caudina alla quale giovani e meno giovani si devono sottomettere per entrare e/o permanere nel modo del lavoro. Un contratto che li rende schiavi e a completa disposizione del datore di lavoro, in cambio di un reddito ben al di sotto di quello necessario per assicurare a se e la propria famiglia una vita libera e dignitosa.

E’ inutile sottolineare che spesso lavoro in appalto e lavoro a tempo parziale sono condizioni di precarietà che coesistono. Ed è inutile anche sottolineare che in stragrande maggioranza i dipendenti che subiscono tali condizioni sono DONNE. Per impedire tali abusi e sanare la situazione sono sufficienti semplici modifiche delle norme legali che dipendono solo dalla volontà politica.

E’ ora di mettere mano alle leggi per restituire dignità a lavoratrici e lavoratori:

Appalti: applicazione dell’art. 2112 c.c. in ogni caso di appalto ad alta intensità lavorativa;

Appalti: riconoscimento delle condizioni economiche applicate al personale del committente, quando più favorevoli, come già previsto per il lavoro interinale;

Appalti nella P.A.: stabilizzazione e internalizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari che hanno svolto attività nella P.A. attraverso gli appalti alle società private;

Appalti nella P.A.: valutazione nelle procedure concorsuali dei periodi lavorati per la P.A. presso società appaltatrici private.

Part-time: eliminazione delle clausole flessibili ed elastiche, ovvero loro contestabilità in qualsiasi fase del rapporto di lavoro senza motivazione alcuna;

Part-time: ripristino della comunicazione obbligatoria all’ITL dell’orario di lavoro CONCORDATO tra dipendente e azienda, verifica da parte della ITL, su richiesta del dipendente, del rispetto dei principi di legalità della griglia oraria “concordata”;

Part-time: diritto di trasformazione a tempo pieno, o di aumento del parametro orario, in ragione del lavoro supplementare utilizzato dall’impresa nel trimestre precedente, ovvero preventivamente a nuove assunzioni.

.

 

Continuiamo la nostra agitazione contro le politiche scellerate di Poste Italiane Spa che vogliono una classe lavorativa sempre più asservita e precarizzata. In tutti i settori emergono gravose carenze strutturali con conseguente aumento dei carichi di lavoro e abuso del lavoro precario con un aumento costante degli utili e dei riconoscimenti per la classe dirigenziale mentre in categoria si stanno registrando drastici tagli occupazionali dovuti agli esodi e rimpiazzati solamente in minima parte. Su queste fondamenta è stato inaugurato l'Hub di Bologna, all’occasione presente anche il Presidente della Repubblica, primo centro di smistamento tecnologico all’avanguardia che darà più profitti ai padroni investitori (in linea con il processo di privatizzazione dell’azienda) e al contempo porterà una ulteriore irreversibile decrescita occupazionale. Per noi il senso di tecnologia e modernità deve essere utile a tutta la società civile cominciando ad introdurre seriamente discorsi che possano garantire un miglioramento della vita privata di ogni individuo passando per la riduzione di orario di lavoro a parità di salario. Mattarella ha dichiarato “l’innovazione non è nemica del lavoro” mentre negli anni a venire i lavoratori di poste passeranno da 135.000 a 70.000, tutto già definito con accordi e con dichiarazioni dell’amministratore delegato. Abbiamo proclamato lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e straordinarie per tutti i dipendenti di Poste Italiane Spa in tutto il territorio nazionale

dal 1 agosto al 1 settembre

(Le regioni Molise e Calabria terminano il 31 agosto mentre la provincia di Taranto inizia il 26 agosto)

Sosteniamo Uniti questa lotta contro la privatizzazione di Poste Italiane Spa, per un servizio pubblico puntuale e garantito, per un lavoro che sappia valorizzare la vita privata di ogni individuo. In una società dove regna un sistema basato sul profitto e dove la logica del PIL funge da tagliateste delle classi più deboli.

Alcune accortezze

RECAPITO : Ci si astiene dalle prestazioni ripartite dichiarando “ aderisco allo sciopero sindacale indetto dal 1 agosto al 1 settembre, nel contempo preciso che la zona di cui sono titolare per come è costituita satura l’intero turno lavorativo, pertanto la prestazione richiesta non può che trovare collocazione oltre l’orario normale di lavoro come prestazione straordinaria”

SPORTELLO: Ci si astiene dallo smaltimento code e dalle inflazionate richieste di straordinario. Invitiamo tutti i lavoratori a un’adesione massiccia in categoria, per contrastare il taglio occupazionali e l’abuso del lavoro precario, nonché la massima flessibilità richiesta.

Per un lavoro più umano e sostenibile.

Per lavorare meno e tutti a parità di Salario.

 Il 27 settembre i COBAS hanno indetto lo sciopero “per il clima, contro il sistema”, rispondendo

all'Appello del Movimento FRIDAY FOR FUTURE e a prendere parte attiva alle mobilitazioni che

da mesi gli studenti e i giovani in Italia e nel Mondo stanno realizzando contro l’emergenza

climatica.

Con la Dichiarazione di Sciopero i COBAS permetteranno ai lavoratori e alle lavoratrici che lo

vorranno di partecipare alle numerosissime iniziative che si preannunciano in tutta ITALIA.

PERCHÉ SCIOPERARE? SE NON ORA; QUANDO ??!

Siamo in piena emergenza climatica. Si stanno sciogliendo l'Artico e i ghiacciai. Bruciano la

Siberia e l'Amazzonia. L'aumento delle Temperature e della Siccità rendono aridi e invivibili interi

paesi al mondo (anche da noi nel Sud Italia) provocando ondate bibliche di migranti “climatici”

(oltre quelli che fuggono da guerre e pestilenze). Effetti atmosferici e alluvioni sempre più

frequenti e devastanti. Gli scienziati IPCC/ONU calcolano che abbiamo solo 12 anni per tentare

di fermare l'irreversibile distruzione dell'ecosistema Terra.

E NON BASTERANNO INGANNEVOLI MEZZUCCI A SALVARCI !!

La “Green Economy”, ovvero la neogovernativa riverniciatura verde della sostenibilità capitalista,

serve solo a prolungare l'agonia climatica.

OCCORRE UN CAMBIAMENTO DRASTICO DEL MODELLO ECONOMICO-

PRODUTTIVO E DEGLI STILI DI VITA, NON PIU' BASATI SU “PROFITTO-

CONSUMI”, BENSÌ SU "EQUITÀ-RISPARMIO".

A partire dall'uscita dai Cicli :

- energetico fossile (carbone, petrolio, gas, combustioni) massimi responsabili del disastro;

- alimentare a carattere intensivo-industriale, con abuso di iperchimica+medicali che ci uccidono

giorno dopo giorno;

- ed insieme, il risanamento e risparmio di acqua, i rifiuti zero, la chiusura di produzioni-grandi

opere inquinanti e militari.

SOLO COSI' POSSIAMO PENSARE DI AVVIARE L'USCITA DALL'EMERGENZA CLIMATICA

COME LAVORATRICI E LAVORATORI ABBIAMO UNA GRANDE RESPONSABILITÀ

PRIMO perché siamo nonne/i, madri e padri, zii, fratelli e sorelle, della generazione che promuove

la battaglia per il clima e che oltre ad accusare di ecocidio i potenti della Terra, interroga anche

noi per non aver fatto abbastanza, condannandola ad un futuro inesistente.

SECONDO perché nella vita lavorativa stiamo dando l'impressione di piegarci ai soprusi e ai

veleni, subendo il ricatto del posto di lavoro, fino al “prima il lavoro poi la salute, meglio morire di

lavoro che di fame”, mentre dovremmo riscattarci pretendendo diritti e rispetto, e stabilendo una

durevole convergenza con i nostri giovani per la stessa lotta dell'esistenza.

SIAMO DIRETTAMENTE COINVOLTI.

Lo Sciopero mondiale del 27 settembre 2019 unisce tutte le generazioni nella conquista di una

vita sana, di un lavoro-reddito dignitoso, di un ecosistema liberato dallo sfruttamento e dal potere.

Dal 20/9 al 27/9 PARTECIPIAMO A TUTTE LE INIZIATIVE PREVISTE 

Spett.le

Ministero del Lavoro e delle P.S.

Direzione Generale Tutela Condizioni di Lavoro

Div. VII. Roma.

Pec: [email protected]

[email protected]

Spett.le
Poste Italiane S.p.A

Relazioni Industriali -Roma

Fax 06/59587979

Pec: [email protected]

[email protected]

 

 p.c. Spett.le
Commissione di Garanzia

Roma. Fax 06/94539680

Pec: [email protected]

[email protected]

 

Roma e Milano 22 luglio 2019

 

Oggetto: indizione di sciopero

 

Nonostante le iniziative intraprese con la partecipazione di centinaia di lavoratori in piazza il 3 giugno a sostenere le nostre ragioni, oggi, per l'ennesima volta il tentativo di conciliazione in sede ministeriale non è andato a buon fine. L’azienda intende proseguire il percorso intrapreso che porta ad un peggioramento sia delle condizioni di lavoro, sia della qualità del servizio.

Con la presente, le OOSS scriventi, che rivendicano la necessità di un servizio postale pubblico che rappresenti un miglioramento della qualità della vita di cittadini e lavoratori,  proclamano lo sciopero delle prestazioni straordinarie e aggiuntive dal  01 agosto 2019 al 1 settembre 2019 ( le regioni Molise e Calabria terminano il 31 agosto 2019 mentre la provincia di Taranto decorre dal 26 agosto 2019) per tutto il personale dipendente di Poste italiane spa dell’intero territorio nazionale.

Si invita il datore di lavoro a dare tempestiva informazione sulla presente astensione a tutte le strutture coinvolte.

Distinti Saluti

 Cobas poste Cub poste Sicobas poste SLG Cub poste