LA LOTTA CONTINUA

 

Continuiamo con le nostre rivendicazioni ribadendo le parole d’ordine del 25 maggio 2018, forti del consenso ricevuto nonostante ci siano stati, in vari territori, dei tentativi da parte di azienda e confederali, di screditare lo sciopero, intimando i lavoratori a non aderire, spesso con ricatti e  motivazioni   prive di fondamento. Sempre più determinati ad andare avanti, vogliamo dare tutti gli strumenti possibili ai lavoratori per resistere alle politiche aziendali sempre più  aggressive  , che riducono ulteriormente la funzione sociale con la contrazione occupazionale e l’abuso del lavoro precario.

Le continue pressioni subite nei posti di lavoro, al fine di ottenere la massima flessibilità, destabilizzano l’equilibrio psico-fisico dei lavoratori, compromettendone la qualità della vita.

 ABBIAMO PROCLAMATO UN ALTRO

 SCIOPERO

 PRESTAZIONI AGGIUNTIVE E STRAORDINARIE dal 8 GIUGNO al 8 LUGLIO

(ESCLUSO IL GIORNO 18 GIUGNO PER FRANCHIGIA PAGAMENTO IMU)

PER TUTTO IL PERSONALE DI POSTE ITALIANE SPA APPLICATO IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE. ASTENSIONE LIMITATA PER MOLISE (PARTENZA DAL 20 GIUGNO) ALTOADIGE (PARTENZA DAL 14 GIUGNO) E CALABRIA (FINO AL 3 LUGLIO)

Questo sciopero, nasce anche dalla necessità di difendere la qualità della nostra vita privata .. Per essere meno asserviti a un’ azienda, che sta costruendo il suo futuro sulla flessibilità e sullo sfruttamento, soprattutto dei lavoratori/Ici precari.

INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI AD UNA ADESIONE COLLETTIVA Per costringere l'azienda ad attuare interventi occupazionali in ogni settore duramente colpito nonché drasticamente ridimensionato dalle varie riorganizzazioni. Per ribadire che il servizio postale è un servizio pubblico e che la qualità del servizio non si difende con la chiusura degli uffici e con il recapito a giorni alterni e tagli occupazionali

 

 

 

 

L'AZIENDA  PROVA  AD OBBLIGARE I LAVORATORI A PORTARE FUORI ANCHE LA GIACENZA DEL GIORNO PRIMA

Ecco come comportarsi

 

Molti lavoratori ci chiedono come comportarsi davanti alla pretesa aziendale di “azzerare” la giacenza, comprendendo tra questa anche quella del giorno dello sciopero (25 maggio 2018).

QUEST'ULTIMA RISTRUTTURAZIONE ha eliminato ogni regola, con la complicità dei sindacati filoaziendali, per procedere con richieste tra le più assurde grazie all'aver tolto ogni limite alla flessibilità, la bestia nera di noi lavoratori, ad aver “liberalizzato” la prestazione di lavoro anche in deroga al Contratto.

La lotta prosegue oggi su questo terreno si sposta dalla lotta aperta dello sciopero generale, alla resistenza quotidiana. Bisogna agire con metodo, e legati alla vertenza aperta contro la riorganizzazione del recapito, non con atti di eroismo individuale.

Precisiamo che non dobbiamo sperare di acquisire forza con vertenze legali, che dove necessario faremo, ma con la consapevolezza dei limiti che tali azioni legali hanno in quanto abbiamo davanti una legislazione che lavora per smantellare progressivamente le tutele individuali e collettive dei lavoratori, come risposta alla lunga crisi aperta nel primo decennio del duemila.

Cerchiamo di non usare il rifiuto secco la prima cosa da fare è non isolarsi, cioè non accettare lo scontro frontale ma collettivizzare la lotta, la resistenza.

La giacenza va smaltita nel tempo, un po’ alla volta, ribadendo che non vogliamo incentivi (coperture areola). Per fronteggiare le pressioni, si mette per iscritto che ci si impegnerà a smaltirla nel tempo in base agli arrivi di corrispondenza, chiedendo che vengano indicate le priorità. Noi, Lunedì abbiamo consegnato raccomandate e posta tracciata, lasciando il resto in ufficio.

Azzerare la giacenza in poco tempo, va a vantaggio dell'azienda ed è un atteggiamento che giustifica i tagli e l'allargamento delle zone.

Badiamo soprattutto alla nostra sicurezza, alla nostra incolumità, che è la cosa più preziosa che abbiamo: non corriamo nel traffico, rispettiamo le segnaletiche, no ai carichi eccessivi, ai pacchi tra le gambe, a tutti gli intralci che ostacolano la più giusta condotta e osservazione della sicurezza.

Non ci sono furberie a cui aggrapparci: dobbiamo lavorare con metodo scientifico e memorizzare in fretta tutte le regole finora trascurate che ci permettono di lavorare in sicurezza, se questo modo di lavorare si diffonde il risultato sarà dirompente.

Buona resistenza a tutti noi.