In questo preciso giorno nel lontano 1886 oltre 50.000 lavoratori si ritrovarono nella città di Chicago per rivendicare le otto ore giornaliere di lavoro.

Nei giorni a seguire ci furono altre manifestazioni ma le forze “dell'ordine” provocarono pretestuosamente il disordine caricando i manifestanti ed inevitabilmente le conseguenze furono drammatiche. Furono arrestati alcuni promotori di quella importantissima iniziativa di lotta per uscire da una totale ed inaccettabile condizione di sfruttamento e schiavitù. Uno di loro pronunciò queste parole davanti al tribunale che brutalmente decise per la condanna a morte: 

“questo mondo dove i potenti schiacciano i lavoratori, affermando che questo è l'ordine giusto delle cose, crollerà. E nascerà una società libera in cui ognuno coopererà volontariamente per una vita migliore”.

August Vincent Theodore Spies

 

Il sacrificio di alcuni lavoratori per l'emancipazione di tutti. Nel ricordo e nella lotta.

Buon Primo Maggio.

 

 

Le Lavoratrici ed i Lavoratori del Cobas poste. 

Sciopero delle prestazioni aggiuntive  e dello straordinario dal 4 maggio  al 3 giugno con giornata di mobilitazione nazionale

L’implementazione, della riorganizzazione del recapito “a giorni alterni”, volge tristemente alla fine e sono sotto gli occhi di tutti i disagi, le giacenze, le brutture che essa ha generato ed ancora genera per lavoratori ed utenti. Più va avanti e più dimostra di essere stata la peggiore riorganizzazione in tutti i sensi in Poste e questo al di la delle vane parole di sindacati ed azienda “sulla fase di rodaggio, sui dovuti aggiustamenti” la sostanza purtroppo, rimane la stessa: sfruttamento, flessibilità totale, taglio sempre crescente dei posti di lavoro per i lavoratori e servizio pessimo offerto all’utenza.

Ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che questa riorganizzazione è parte integrante e principale del piano aziendale che porterà (come ormai tutti sappiamo) al taglio in 3 anni di 10.000 posti di lavoro, tra i 15.000 pre e pensionamenti e le circa 5.000 assunzioni tra stabilizzazioni Ctd e nuove assunzioni

Vale la pena soffermarsi un attimo sulle precedenti riorganizzazioni

  • Anno 2006, inizia il processo di accorpamento dei recapiti che vengono così separati dagli uffici di Bancoposta, 580 zone di recapito tagliate.
  • Anno 2010, il 27 luglio nuova riorganizzazione del recapito, tagliati 5.857 posti di lavoro.
  • Anno 2012, richiesta dall’azienda la chiusura di 1.200 uffici postali
  • Anno 2013, il 28 febbraio ennesimo colpo al recapito, di nuovo 6.000 posti tagliati.

Ma non è tutto, i dati emersi dall’analisi della Corte dei Conti,  per l’anno 2017 evidenziavano una riduzione del personale a tempo indeterminato e al contempo un aumento del lavoro precario (contrazione di 4.848 totali di cui 4.505 livelli B, C e D;   crescita del lavoro precario di 2.110 unità).

Tutto ciò, quindi prima appunto del piano Delivery 2022  anno 2018 a cui facevamo riferimento.

 Alla fine del 2017 Poste Italiane contava 136.555 dipendenti (fonte Poste NEWS N°13). Nel 1990, i meno giovani, se lo ricorderanno, eravamo circa 230.000 dipendenti.

Basterebbero questi dati, senza entrare nel merito delle pressioni che tutti i giorni subiamo, dei carichi di lavoro insostenibili che sono continua causa di stress, di incidenti e malattie correlate, per comprendere come sia necessaria una inversione di tendenza. Questo senza contare tutte quelle attività accessorie, che non vengono conteggiate nel lavoro del portalettere, che però gravano quotidianamente sugli enormi carichi di lavoro attuali: tracciatura al civico, compilazione delle can e delle cad,  prodotti di posta interactive (Aruba, Coop voce, Vodafone, Namiral, Postemobile, Poste id ecc.) che presuppongono delle lavorazioni particolari con verifiche identità e corrispondenza documentazione, firma di contratti e verifica da parte della clientela con lettura degli stessi, che chiaramente comportano tempi di consegna molto superiori a quello dei normali oggetti a firma, così anche per ciò che riguarda le cartelle esattoriali ( MOF….)

Negli ultimi tempi, però stiamo assistendo  ad una sempre maggiore e diffusa adesione, nonostante l’acuirsi delle minacce aziendali, al nostro sciopero degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, chiaramente questa, oltre che a rappresentare l’opposizione palese a questi piani aziendali, è divenuta anche l’unico sistema per salvarsi dalla ulteriore ed odiosa, con questi carichi di lavoro,  richiesta di flessibilità operativa e di straordinario e sia il recapito che il banco posta stanno dando  molto risalto a questa forma di lotta. Ma da sola, come abbiamo sempre sottolineato, non può bastare, bisogna dare un chiaro segnale di contrarietà alle politiche aziendali e questo si può fare solo con lo sciopero nazionale, con una manifestazione partecipata che dia l’esatta percezione della volontà dei lavoratori che rigettano al mittente queste politiche distruttive.

E lo dobbiamo fare nella consapevolezza che nulla è passato e perduto, che i lavoratori debbono e possono dire la loro.

IL 3 giugno  stiamo organizzando questa iniziativa di lotta, che segue quella del maggio scorso, tentando  però, di coinvolgere anche i Sindaci che si stanno opponendo ai piani aziendali con ricorsi al TAR ed all’autorità giudiziaria per interruzione di pubblico servizio e che hanno votato mozioni all’unanimità contro il recapito a giorni alterni.

Vogliamo che la nostra lotta e la loro lotta siano unite nell’unico intento di garantire dignità e rispetto ai lavoratori ed un servizio pubblico tutti i giorni ed uguale per tutti i cittadini, che renda centrale il fatto che il servizio pubblico postale non può essere immolato alla logica del profitto e che rimetta al centro l’occupazione, la lotta alla precarietà e la dignità dei lavoratori, non più carne da macello, ma al servizio dei cittadini.

SCIOPERA PER IL TUO FUTURO , PER IL SERVIZIO PUBBLICO

LUNEDI’ 3 GIUGNO 19 SCIOPERO NAZIONALE  INTERA CATEGORIA

MANIFESTAZIONE A ROMA SOTTO LA SEDE POSTE DI VIALE EUROPA ORE 11,00

CUB POSTE       SICOBAS     COBAS POSTE    SLG-CUB POSTE