Il  tempo  dei  ringraziamenti !

 

Il  97,5 % dei lavoratori/ici di Poste Italiane (che ha partecipato alle assemblee) ha detto si.   Si al nuovo contratto (bidone) di lavoro e il risultato ora viene sventolato con soddisfazione dai sindacati firmatari, i quali nelle fasi di consultazione hanno ancora una volta sostenuto che era il massimo che si poteva ottenere. La “discussione” sulla  parte economica di questo contratto è risultata il punto di maggiore interesse da parte dei lavoratori/ci , in quanto non è stato facile digerire la proposta  aziendale di un aumento salariale cosi esiguo, con l’introduzione del fondo pensione e sanità integrativa, sottratti all’aumento salariale che di fatto incentivano la politica del privato e in questo ritroviamo ancora una volta  lo zampino e gli interessi  delle organizzazioni sindacali. Nelle poche assemblee  che si sono tenute abbiamo riascoltato  le solite frasi pronte a  giustificare un’insoddisfazione comune:  “momento di crisi……  (sic)  …… calo dei flussi…  e balle varie ”.  Sono stati messi in secondo piano questioni non meno importanti, che prevedono una drastica prospettiva occupazionale, con la perdita di migliaia di posti di lavoro (15000), tra esodi incentivati e con un rientro occupazionale di poche migliaia di assunzioni. Questo contratto è stato rinnovato dopo cinque anni e quest’anno è già in scadenza, l’ aumento andrà a regime (59 euro) a tre mesi dalla scadenza del contratto stesso, la  vacanza contrattuale (5anni) è stata  liquidata con 1000 euro lordi forfettarie che ha fatto risparmiare a Poste Italiane una somma (in media)  cinque volte superiore a quella elargita per ogni suo dipendente, milioni di euro risparmiati sulle nostre spalle .

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Nel mese di dicembre 2017, incassato di fatto il rinnovo del CCNL, azienda e sindacati hanno svolto diversi incontri per definire le linee generali de “I NUOVI MODELLI DEL RECAPITO “. I cambiamenti, di questa prospettata riorganizzazione, interesseranno tutto il recapito nazionale e porteranno ad un ulteriore peggioramento tutto un settore già colpito e drasticamente ridimensionato grazie alle consegne a giorni alterni che stanno causando disservizi su tutto il territorio nazionale, dove la riorganizzazione è già partita. Chiaramente ora si giocherà la pantomima della contrattazione dove si faranno “ aggiustamenti” ma l’impianto generale verrà salvaguardato.

Dall’analisi dei documenti aziendali è immediata la nuova impostazione dell’azienda che addirittura rivede la riorganizzazione del servizio di recapito a giorni alterni, fortemente penalizzante per lavoratori ed utenti, in termini ulteriormente peggiorativi. Delle 9 aree metropolitane, uniche ad assicurare il recapito quotidiano, affiancate anche da una linea Plus, ne viene salvata soltanto una, Milano con 8 CD. Mentre Roma (5 CD su 18) e Napoli (2 CD su 9) in modo parziale. Tutti gli altri vengono considerati come aree regolate alla stessa stregua dei piccoli capoluoghi di provincia con recapito a giorni alterni e linea plus ed addirittura (udite, udite) alcuni CD di Roma e Napoli verranno valutati a standard di servizio con il recapito a giorni alterni.

Viene inoltre introdotta la massima flessibilità operativa che prevede la possibilità, in caso di assenza di personale delle lavorazioni interne, di spostare un portalettere a copertura e di conseguenza applicare l’areola sull’area territoriale dello stesso. Inoltre con l’istituzione della zona frazionabile (in passato zona baricentrica), il titolare di tale zona di volta in volta si sposterà sulle zone scoperte dell’areola mentre gli altri componenti dell’areola si divideranno la zona frazionabile, ma la novità, sta nel fatto che ciascun portalettere dovrà conoscere altre 2 zone di recapito, dette zone gemelle, appartenenti ad altre aree territoriali e per 5 volte al mese dovrà prestare servizio su queste zone in sostituzione o a fini formativi . Ci sarà, inoltre anche una nuova remunerazione della flessibilità in base alle prestazioni svolte all’interno dell’orario o oltre l’orario di lavoro.

E’ palese l’obiettivo aziendale: tagliare ulteriormente i posti di lavoro (15000 esodi incentivati ed oltre) e allo stesso tempo ottenere la massima flessibilità dai lavoratori superstiti. Che in questi documenti emergono verità dettate da strategie prettamente privatistiche lo si evince anche dal fatto che quando si parla di territori non vengono mensionati dati relativi all’utenza o alla densità di popolazione, ma ci si riferisce solo ai volumi di prodotti postali. Nel ribadire che tutti i cittadini del territorio italiano meritano un servizio puntuale, efficiente, garantito e quotidiano crediamo che nei territori ad alta densità abitativa ci debbano essere strutture adeguate a soddisfare le esigenze dei cittadini dove ci sono dei CD che per numero di abitanti serviti eguagliano città di media grandezza.

Il peggioramento ancora una volta andrà tutto a scapito della qualità del lavoro, del servizio pubblico e dell’occupazione. E’ necessario allargare nel più breve tempo possibile la discussione e le proposte d’iniziativa e lotta a tutte le forze ed ai lavoratori che si oppongono a questo nuovo e nefasto progetto. Riteniamo come non mai, che sia giunto il momento che i lavoratori e le lavoratrici , non solo di questo settore, scendano direttamente in campo per difendere il loro futuro e respingere, fermare, quello che si prospetta un pericoloso percorso senza ritorno.

Di seguito riportiamo in modo schematico quello che è il progetto di riorganizzazione del recapito proposto:

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