Spett.le Poste Italiane S.p.A 

                                                                    Relazioni Industriali -Roma

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Oggetto: richiesta certificato carichi pendenti

 

Ci giungono notizie che Poste Italiane, ai fini dell’assunzione di personale con contratto a tempo determinato, continui a richiedere, come documentazione utile alla stipula del contratto, il certificato dei carichi pendenti, in aggiunta al certificato penale.

Anche in relazione alle assunzioni a tempo indeterminato per attività di portalettere, previste dall' Accordo sindacale del 13 giugno 2018, l'azienda richiede ai lavoratori la necessità di portare con loro, nel giorno della convocazione, il certificato dei carichi pendenti.

Ciò premesso, la presente sigla sindacale desidera, con questa lettera, rammentare a Poste Italiane che lo scorso mese di luglio la Corte di Cassazione, sezione lavoro, ha dichiarato illegittima la pretesa di Poste Italiane di richiedere l'esibizione del certificato dei carichi pendenti.

Nella sentenza numero19012 del 17/07/2018, infatti, viene rilevato che può essere richiesta solamente la produzione del certificato penale e non quello dei carichi pendenti, in quanto il CCNL di categoria non lo prevede.

Pertanto, si chiede al datore di lavoro di rispettare la sentenza di Cassazione, evitando in questo modo ai lavoratori un esborso inutile, sia in termini economici che di tempo.

Distinti Saluti

Roma 20 novembre 2018

Dal 22 OTTOBRE AL 22 NOVEMBRE

SCIOPERO NAZIONALE DELLE

PRESTAZIONI STRAORDINARIE ED AGGIUNTIVE

VALIDO IN TUTTI I SETTORI DELL'AZIENDA

Nonostante l’implementazione della riorganizzazione del recapito “giorni alterni” vada avanti , così come il piano aziendale, che vede in tutti i settori il raggiungimento della massima flessibilità dei lavoratori e la continua perdita di posti di lavoro con gli incentivi all’esodo ed il ricorso senza freni al personale precario, ormai  su tutto il territorio nazionale la situazione è al collasso: cumuli di corrispondenza ferma si accompagnano ad effetti devastanti sui lavoratori, aumento delle assenze per malattia, insostenibili livelli di stress, pressioni che inducono i portalettere a “correre di più”, con i mezzi stracolmi, mettendo a repentaglio la propria sicurezza.

E’ ormai a rischio il servizio pubblico postale che nei piani aziendali dovrebbe essere soppiantato da un servizio che miri solo al profitto, dove i rami meno remunerativi vengono tagliati , dedicandosi solo ai prodotti ad alto valore aggiunto sul  modello corriere espresso.

A contraltare di questa tendenza nefasta le varie prese di posizione di molti consigli comunali (Viterbo, Firenze, l’intera comunità montana del Monte Amiata, ecc.) con mozioni votate all’unanimità contro queste politiche aziendali ed il recapito a giorni alterni, danno respiro alla lotta dei lavoratori  che subiscono 2 volte le scellerate scelte aziendali sia come lavoratori che come utenti .

Lotta che continua, dopo lo sciopero nazionale del 25 maggio ‘18,  su ogni direttrice con la denuncia, la mobilitazione, il coinvolgimento dell’utenza ed il ricorso importante, nonché irrinunciabile, alla lotta quotidiana con lo sciopero mensile delle prestazioni aggiuntive e dello straordinario che   da a tutti i lavoratori la concreta possibilità di poter palesare il disastro delle scelte aziendali respingendo  al mittente, per l'intero periodo, ogni richiesta in tal senso, con la  quale, sistematicamente, si fa fronte alla carenza di personale ed ai carichi di lavoro eccessivi.

L’invito a tutti i lavoratori ad aderire, a questa forma di resistenza quotidiana contro la massima flessibilità e l'abuso del precariato, è anche per riaffermare un servizio pubblico GARANTITO TUTTI I GIORNI senza discriminazioni per l’utenza e la STABILIZZAZIONE DI TUTTI I PRECARI.

Aderire significa, oltre che salvaguardare se stessi da ogni forma di flessibilità, rendere evidente che senza questi strumenti, utilizzati oltremisura, non è possibile far fronte agli enormi carichi di lavoro, palesando altresì, il reale fabbisogno di personale.

 NON PERMETTIAMO CHE FLESSIBILITA’ E PRECARIATO DIVENTINO UNA CONDIZIONE NORMALE NEI POSTI DI LAVORO!