Poste Italiane, ha attribuito alla società Qui!Group la copertura del servizio ticket pasto per circa 100.000 dipendenti. Tuttavia, come è noto, a causa della sua insolvenza, tutti i commercianti si rifiutano di accettarli ormai da mesi.

Ciò nonostante, come se nulla fosse, Poste Italiane continua a caricarli su buste paga e card dei dipendenti. Eppure, già dal 2017, Poste Italiane era a conoscenza del rifiuto crescente dei commercianti ad accettarli e della conseguente difficoltà dei lavoratori a spenderli. Poste, invece di sradicare il problema alla radice, rescindendo il contratto con QUI!Group, decise di posticipare, di 12 mesi, la scadenza dei ticket, senza perciò porre fattivamente rimedio ai disservizi causati ai commercianti e ai lavoratori.

 

 

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 Col passare del tempo, i danni prodotti da Poste italiane spa con le continue riorganizzazioni sono

sempre più evidenti ed a subirne le conseguenze non potevano che essere, in primo luogo, i lavoratori.

Il malcontento generale espresso dalla stragrande maggioranza degli utenti a causa di un servizio

scadente sempre meno pubblico ed efficiente, ad esclusivo vantaggio di un team composto da soli

sciacalli, dimostra il totale fallimento delle strategie aziendali. Anche sistematicamente avallate dal

sindacalismo adeguato al sistema.

In controtendenza noi, insieme ad altre organizzazioni di base, riteniamo importante nonché

irrinunciabile adoperare uno strumento di lotta immediata che dia a tutti i lavoratori la concreta

possibilità di poter respingere al mittente per l'intero periodo ogni richiesta di straordinario e

prestazione aggiuntiva.

Cioè: sfruttamento pieno.

Sinteticamente, elenchiamo le questioni centrali dalle quali scaturisce questa ulteriore azione

conflittuale:

● Esigiamo il ripristino della consegna della corrispondenza su cinque giorni contro la scellerata

riorganizzazione ‘a giorni alterni’ che ha generato il collasso del recapito e il peggioramento delle

condizioni degli operatori costretti a fronteggiare oltre alla sproporzionata mole di lavoro anche le

continue pressioni fonti di stress e che attentano alla sicurezza psichica e fisica.

● Lottiamo per la ripubblicizzazione di poste contro i processi di privatizzazione e l’affossamento del

servizio pubblico postale che favorisce solo prodotti e settori ad alta remuneratività e che crea una

evidente discrimine tra cittadini di serie a e di serie b, cittadini urbanizzati e periferici, ricchi e poveri.

● Consideriamo necessario il ripristino dell’organico alla sportelleria contro l’aumento dei carichi e il

relativo stress che questo genera assieme alle pressioni commerciali sempre più incalzanti.

● Sosteniamo la stabilizzazione di tutti i precari contro l’aumento a dismisura del lavoro a tempo

determinato e part-time, del lavoro straordinario e della flessibilità totale del lavoratore. Tutte politiche

funzionali alla riduzione dell’organico.

● Vogliamo un turnover che pareggi le uscite contro l’ulteriore taglio occupazionale che prevede

ventimila uscite a fronte di un migliaio di nuove assunzioni. Il tutto malcelato da accordi che portano il

nome di politiche ‘attive’ del lavoro ma che in realtà sanciscono, a firma aziendal-sindacale, una

sottrazione elevata di organico e che tirano dritto all’obiettivo espresso dall’a.d. di 70.000 esodi nei

prossimi dieci anni.

dal 6 SETTEMBRE al 6 OTTOBRE

(per la Città di Taranto lo sciopero inizia il 10 settembre)

SCIOPERO dellePRESTAZIONI AGGIUNTIVE eSTRAORDINARIE

una maniera per combattere le pressioni, negare l'asservimento

e costringere l'azienda a fare interventi occupazionali.

ADERIAMO IN MASSA 

 

 

 

Calendario scioperi:

 

 

 

 

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