POSTE: BASTA TAGLI OCCUPAZIONALI!

BASTA CON LE RIORGANIZZAZIONI CHE DISTRUGGONO IL SERVIZIO PUBBLICO! STABILIZZAZIONE DI TUTTI I CTD!

 

25 maggio 2018

SCIOPERO NAZIONALE

DI 24 ORE DELL'INTERA CATEGORIA

Manifestazioni nelle principali città

A ROMA PRESIDIO IN VIALE EUROPA

A PARTIRE DALLE ORE 10.00

IL PIU’ DRASTICO TAGLIO OCCUPAZIONALE MAI AVVENUTO 9.000 POSTI DI LAVORO IN MENO E CONSEGUENTE SMANTELLAMENTO DEL SERVIZIO PUBBLICO CHE TOGLIE A POSTE ITALIANE LA SUA ORIGINARIA FUNZIONE SOCIALE A SOSTEGNO DELLA CITTADINANZA SOLO PER GARANTIRECOPIOSI GUADAGNI PER I VERTICI AZIENDALI

NON LO POSSIAMO ACCETTARE

RECAPITO.CON I GIORNI ALTERNI, IL DOPPIO DEL LAVORO, CI OBBLIGANO A CONSEGNARE LA POSTA UN GIORNO SI E UNO NO, A RENDERE UN SERVIZIO SCHIFOSO; NON STIAMO PIU' NELL'ORARIO DI LAVORO; CON L'ALLARGAMENTO DELLE AREE DI RECAPITO, ALLUNGAMENTI DEI GIRI E LA CONSEGNA DI SERA AUMENTANO A DISMISURA I RISCHI SULLA SICUREZZA E STRAVOLGONO LA NOSTRA VITA FAMILIARE;

 

PRECARI.CON CONTRATTI A TERMINI A ROTAZIONE, CONTINUAMENTE RINNOVABILI  E MAI STABILIZZATI. CONTRATTI “USA E GETTA”, “LAVORETTI” DELLA GLOBALIZZAZIONE CAPITALISTA CHE A NOI IMPEDISCONO IL FUTURO E AD ALTRI GARANTISCONO I PROFITTI. STESSO LAVORO E DIVERSI DIRITTI, A COMINCIARE DA QUELLO ALLA STABILITA'. NOI LO CHIAMIAMO SFRUTTAMENTO. ANCHE L’EVENTUALE GRADUATORIA E’ UN “TERNO A LOTTO” CHE LASCERA’ FUORI TANTISSIMI LAVORATORI SULLA BASE DELLA “DISCREZIONALITA” AZIENDALE E DEI SINDACATI.

 

BANCOPOSTA.CON LE CONTINUE PRESSIONI ESERCITATE DALLE FILIALI E DA SOLERTI DIRETTORI CHE VOGLIONO RAGGIUNGERE GLI OBIETTIVI “COSTI QUEL CHE COSTI”, SORVOLANDO SU ETICA E PROFESSIONALITA'. CON LA MASSIMA FLESSIBILITA’ E LA SPERIMENTAZIONE DI TURNI CHE IMPEGNANO GLI SPORTELLISTI DALLA MATTINA ALLA SERA, CON LO STRAORDINARIO FULL-DAY UTILIZZATO PER COPRIRE LE CRONICHE CARENZE DI PERSONALE.

 

CMP.CON TURNI CHE INIZIANO A QUALSIASI ORA DELLA NOTTE, NON RISPETTANDO NE' DOMENICHE NE' FESTIVITA'; UN UNICO GRANDE ORARIO DI LAVORO CHE NON CONOSCE SOSTE, SEMPRE DI CORSA, PUNIBILI SE SI VA A PISCIARE E NEL SETTORE TRASPORTI IL BLOCCO DEL TURN-OVER CHE INTRODUCE IL GRADUALE INSERIMENTO DELLE DITTE APPALTATRICI. 

COSI’ NON SI PUO’PIU’ LAVORARE

Lottiamo uniti in difesa dell’occupazione, della qualità del lavoro, del servizio pubblico

Per l’unità del sindacalismo di base e dei lavoratori

CONTATTI: email  poste@cobasposte.it  cell 3713269816 SPORTELLO APERTO Tutti i Mercoledì dalle 17 alle 19

VIALE MANZONI 55 ROMA PRESSO LA SEDE NAZIONALE DELLA CONFEDERAZIONE COBAS

BANCOPOSTA in caduta liberista.

 

Negli uffici postali non poteva esserci scenario peggiore dopo i duri colpi sferrati dalla privatizzazione,  e definirlo raccapricciante ci sembra che fotografi abbastanza bene la condizione reale.

Già da alcuni anni, ormai, siamo entrati nella fase più aggressiva di quel cambiamento fortemente voluto dal potere politico e finanziario con il lasciapassare,  degli stessi sindacati che ci hanno “regalato” l'ultimo CCNL rispettoso dei criteri fondamentali per il lancio alla seconda tranche di privatizzazione: contenimento salariale, flessibilità operativa, crollo occupazionale e introduzione di welfare aziendale (quest'ultimo merita un capitolo a parte in quanto introdotto subdolamente col preciso intento di cancellare totalmente e definitivamente il welfare state, quale garanzia di equilibrio sociale e benessere collettivo. troppo fastidioso per l'élite di potere).

L’avviata demolizione del servizio di recapito, con l'introduzione dei giorni alterni e il totale stravolgimento del lavoro, anticipa, non di molto, quello della rete sportelli e di tutti gli altri settori di poste che vengono sempre più spinti nel tritacarne della concorrenza e nell'asfissiante escalation della produzione ad ogni costo.

In una azienda che spinge per diventare sempre più banca penalizzando il piccolo risparmio, l’arroganza padronale si esprime attraverso continue pressioni commerciali, per un ventaglio sempre più ampio di prodotti da vendere e obiettivi da raggiungere tanto cari a capi, sottocapi ed altre squallide figure, al punto d’aver generato un sistema competitivo tra uffici e colleghi d’uno stesso ufficio che penalizza soprattutto l’utenza, ma anche gli stessi operatori di sportello che avvertono il peso di un sistema di controllo da remoto sulle operazioni con relativi rimproveri. 

La riduzione sistematica del personale, anche questa tesa a far sfregare le mani ai grandi azionisti, con un turnover quasi inesistente e con una lentissima conversione delle figure part-time, genera un sovraccarico di lavoro e ritmi snervanti che non tengono conto della delicatezza delle operazioni e della tranquillità necessaria per un normale svolgimento della mansione di sportellista. Il vano tentativo di allungare la coperta e coprire le tante e sistematiche mancanze, innesca continue richieste di distacchi e l’ormai assunto straordinario full-day, tutte componenti che hanno per conseguenza l’aumento dello stress correlato, ipocritamente contemplato nel decreto 81/08. Nuovi esperimenti sulla flessibilità operativa, necessari a bilanciare il calo occupazionale, si sono avviati grazie alle firme dei nemici dei lavoratori che prevedono, tra l’altro, turni che si piazzano nel centro esatto della giornata, a cavallo tra mattina e pomeriggio cosicché non restino ai lavoratori che pochi frammenti di vita reale. Ormai senza più l’opportunità di gestire al meglio le proprie ferie che con l’ultimissimo accordo scivolano sempre più tra le mani aziendali, fino a ieri diritto irrinunciabile che attiene al riposo psicofisico del lavoratore, ma anche questo venduto alla logica degli obiettivi a premi per i capetti, che oggi ne mutano la natura e l’originale funzione necessaria ad ogni lavoratore.

Questa, in sintesi, è l'amara realtà con la quale tutti siamo chiamati a fare i conti e se qualcuno ancora crede che ci si può fidare di chi ci ha venduto, questo qualcuno si sbaglia di grosso e vuole anche dire che a breve deve rifare i conti.Non ci sono soluzioni diverse dalla lotta per fermare tutto questo, il vento deve cambiare necessariamente direzione o non ci sarà scampo per i più deboli, il rischio di affogare nell'acquitrino del libero mercato è decisamente altissimo, mettiamocelo bene in testa.

Allora mobilitiamoci e costruiamo assieme una grande giornata di lotta:

SCIOPERO GENERALE DELL’INTERA CATEGORIA IL 25 MAGGIO

per il servizio pubblico, l’occupazione ed un lavoro dignitoso che lasci spazio alla vita privata di tutti noi