Spett.le

Ministero del Lavoro e delle P.S.

Direzione Generale Tutela Condizioni di Lavoro

Div. VII. Roma.

Fax 06/46834023

Pec: [email protected]

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Spett.le
Poste Italiane S.p.A

Relazioni Industriali -Roma

Fax 06/59587979

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 p.c. Spett.le
Commissione di Garanzia

Roma. Fax 06/94539680

Pec: [email protected]

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Roma 22/08/2017

 

Oggetto: procedure di raffreddamento e di conciliazione ex art. 2 L 146/90 e 83/2000.

 

Poste e sindacati stanno lavorando per estendere il piano Delivery 2022 a tutto il territorio nazionale. Là dove questo è già avvenuto, i risultati sono un vero disastro sia per il servizio di recapito che per la condizioni generali lavorative dei portalettere.

In particolare nei territori interessati dai giorni alterni, la quasi totalità del paese, anche in grandi città (Firenze, Torino, …) la situazione è già al collasso: cumuli di corrispondenza ferma si accompagnano ad effetti devastanti sui lavoratori, aumento delle assenze per malattia, insostenibili livelli di stress, pressioni che inducono i portalettere a “correre di più” per le strade, con i mezzi stracolmi, mettendo a repentaglio la propria sicurezza.

Stanno di fatto tentando di affossare definitivamente il servizio pubblico postale sostituendolo con uno modello corriere espresso: priorità assoluta a prodotti ad alto valore aggiunto, a discapito della corrispondenza di “serie B” meno renumerativa e quindi trascurabile,  tempestività del recapito per i prodotti di “serie A”, quindi flessibilità degli orari di consegna e copertura di tutta la settimana, diffusione lavoro precario, aumento della produttività (dimezzamento zone), ricorso al lavoro straordinario.

E’ proprio su questo elemento si fonda il raggiungimento degli obiettivi di poste, la flessibilità totale del lavoratore.

Questa riorganizzazione va a stravolgere un servizio intero snaturando di fatto l’identità aziendale con la consegna a giorni alterni ed i nuovi sistemi di flessibilità che inoltre tolgono al portalettere la sua antica funzione sociale come figura che presiede quotidianamente i territori a sostegno dei cittadini.

Riteniamo che il concetto di recapito a giorni alterni nel territorio nazionale sia, lungi dall’essere un tentativo di miglioramento del servizio e opportunità lavorativa, un vero attentato ai diritti sull’uguaglianza tra i cittadini, oltre i disservizi che creerà e che ha creato in tutti i territori in cui è stato attuato in questi anni.

Restano fuori dal recapito a giorni alterni solamente le città di Milano, Napoli e Roma dove si sta  attuando una rivoluzione dal punto di vista lavorativo con l’introduzione di turni pomeridiani fino oltre le ore 21:00 che vanno a stravolgere la vita personale e lavorativa di moltissimi postali, a fronte, tra l’altro, di un salario tra i più bassi in Italia che  questo ultimo contratto non ha certo migliorato.

Diminuiscono le ore di lavoro preparatorio e di conseguenza aumentano le ore sul territorio di consegna con un aumento del rischio incidenti, considerando che nei turni pomeridiani si consegnerà fino alle 19.45 e l’intensità concentrata del traffico e la scarsa luminosità aumentano ulteriormente tale rischio, il quale si estenderà anche nei turni pomeridiani del sabato e della domenica, come da accordi presi con Amazon.

In tutti i settori si evidenziano carenze strutturali, aree inidonee a sostenere il crescente flusso di pacchi, con abuso del precariato ricattato e sfruttato al quale si può chiedere di tutto (turni che vanno dalla mattina alla sera) nel miraggio di una buona valutazione per il rinnovo del contratto.

Le assunzioni di lavoratori precari in programma sono irrisorie, circa 1000 entro giugno 2019, a fronte delle  decine e decine di migliaia che in questi ultimi anni sono state impiegate in poste a tempo determinato, tra l’altro sono previste solamente in alcuni territori (Lazio e Nord Italia), creano ulteriori disparità tra cittadini e lavoratori italiani, in termini di servizi e opportunità, poiché, tale sistema, complica la candidatura di molti lavoratori precari, costretti a candidarsi in altre regioni, mentre la maggior parte del territorio italiano è e  resterà  depotenziato e dequalificato.

Nel Bancoposta la situazione non è certo migliore, soprattutto dopo che l’azienda ha ottenuto la certificazione ISO, la quale permette di aumentare i titoli se si rispettano gli standard qualitativi che la suddetta certificazione prevede per le società quotate in borsa, che porterà maggiori introiti agli investitori, premi più sostanziosi per la nostra classe dirigenziale ed un controllo della qualità asfissiante. Conseguenza del quale, come denunciato da moltissimi lavoratori,  si accentuano le pressioni sugli stessi per “piazzare” questo o quel prodotto, ed ogni giorno sono sempre più frequenti ricorrendo a tutti i mezzi coercitivi a disposizione.

Anche la  “sperimentazione di nuovi turni per la sportelleria” rimodulati da 6:00 ore a 7:42 andrà a condizionare, oltre il lavoro, la vita personale dei lavoratori anche in questo settore.

Infine, il nuovo piano di impresa di Deliver 2022 è stato presentato il 28 febbraio “alla comunità finanziaria nel corso del primo Capital Markets Day di Poste Italiane, alla Borsa Italiana”. Obiettivo non espresso, ma evidente è quello di rendere ulteriormente appetibile l’azienda in vista della prossima tranche di privatizzazione. Nella sostanza, al di là delle chiacchiere e dei lustrini, si tratta di un consolidamento della situazione finanziaria attuale con un aumento di utili contenuto “ma costante” ottenuto attraverso razionalizzazioni della gestione; in altre parole si tratterà di un cospicuo ridimensionamento del costo del lavoro (previsti -15.000 dipendenti nei prossimi 5 anni,). Complementare alla perdita di 15.000 unità lavorative vi sarà un aumento deciso della produttività per ogni singolo addetto e la parziale sostituzione di lavoratori stabili con precari di ogni forma e grado.

A conferma di ciò l’ AD Del Fante, in occasione della presentazione del piano d’impresa, dichiarava,  che nei prossimi 10 anni sono previsti 70.000 esodi per raggiunta età pensionabile a fronte della quale ipotizzava l’assunzione di sole 10.000 unità (figure professionali qualificate), tra cui 5.000 esperti in ambito finanziario e assicurativo, rendendo di fatto chiaro il concetto di voler snellire l’azienda in termini di posti di lavoro al fine di favorire l’ingresso di investitori privati.

Il Turn Over andrebbe totalmente ripristinato attraverso la stabilizzazione di tutti i precari, perché Poste Italiane è servizio pubblico, un bene essenziale per tutta la società civile che meriterebbe un servizio di recapito quotidiano, puntuale ed efficiente come la sportelleria che, partendo dallo smaltimento delle file, deve garantire agli utenti investimenti sicuri senza speculazioni finanziarie.

Per i seguenti motivi si richiede l’apertura della procedura in oggetto

Email di riferimento [email protected], [email protected], [email protected], [email protected]

Distinti Saluti

 

Dopo lo sciopero del 25 maggio 2018 e gli scioperi degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, dall’8 giugno al 8 luglio e questo ancora in corso dal 23 luglio al 23 agosto, la lotta continua anche sul piano delle vertenze su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e sulle condizioni lavorative.

Abbiamo infatti lanciato una campagna di resistenza alle politiche aziendali a partire anche dalle questioni suddette fermo restando che come sindacati di base stiamo lavorando ad un “autunno caldo” con una serie di iniziative a partire da un altro sciopero contro il recapito a giorni alterni (di cui  il concreto fallimento è sotto gli occhi di tutti: dipendenti ed utenti) e le politiche aziendali che vogliono i lavoratori, di tutti i settori di poste italiane, sempre più sfruttati spremuti a seguito degli aumenti dei carichi di lavoro e della riduzione degli organici senza contare la futura espulsione “incentivata” di oltre 15.000 lavoratori.

Stiamo lavorando per mettere in piedi delle iniziative nelle quali rilanciamo le parole d’ordine del 25 maggio tra le quali: la stabilizzazione di tutti i ctd nessuno escluso contro le logiche aziendal-sindacali.

Sindacati che, in questo periodo, si stanno tanto prodigando nel contattare i precari di poste nella promessa, a fronte di un tesseramento, di un posto di lavoro fisso che sarà solo per una piccola parte di quest’ultimi, in un terno a lotto dal quale i vincitori saranno tali grazie “all’agire sindacale” mentre per gli altri …provvidenza divina. 

Dobbiamo continuare su questa strada sempre più convinti e coesi nel ribadire che la lotta, di noi lavoratori, non è che all’inizio ed anche in questo periodo estivo noi ci siamola lotta non può e né deve andare in vacanza .

Comunicateci tutte le problematiche, anche specifiche dei vostri uffici su sicurezza e condizioni di lavoro, apriamo insieme vertenze diffuse, prepariamo il terreno per questo autunno, per uno sciopero partecipato che dia un segnale ancora più evidente,  del riuscito sciopero del 25 maggio, che i lavoratori non vogliono sottostare alle politiche aziendali che mirano solo al taglio occupazionale a fare sempre più profitti sulle spalle dei lavoratori in una logica sempre più accentuata di privatizzazione

  • NO ai tagli occupazionali
  • No ai giorni alterni
  • No all’aumento dei carichi di lavoro
  • NO alla continua perdita dei diritti
  • No allo sfruttamento
  • NO alla privatizzazione
  • NO al precariato

Per una nuova stagione di lotta, Uniti a difesa del servizio pubblico e dell’occupazione