Colleghi, lavoratori!

Le chiacchiere stanno a zero. I piani di ristrutturazione delle Poste sono evidenti, svelati: essi mirano a tagliare l'occupazione, mantenere bassi i salari, estendere la precarietà, illimitare la flessibilità. In pratica sotto attacco sono le nostre condizioni di vita e di lavoro. E' forzando questo aspetto che l'Azienda guida i processi di riorganizzazione interna.

L'obiettivo è di:

  • ridurre l'occupazione della metà dei lavoratori attualmente occupati.
  • fare dell'azienda un “precarificio” permanente,
  • di avere una forza lavoro schiava, ricattabile in perenne precarietà.
  • spremere all'estremo la prestazione di lavoro, intensificandola, accumulandola, sovraccaricandola, con un intensificazione dello sfruttamento che non si era mai visto, almeno nella nostra azienda.

Dai portalettere alla sportelleria, dalla logistica ai lavoratori dei cmp, dagli amministrativi alla pietra tombale stesa sui trasferimenti, le riduzioni dell'occupazione vanno di pari passo con un'inasprimento delle condizioni di lavoro. Gli orari sono un elastico allungabile; la sicurezza un pezzo di carta; la prevenzione un'aspirazione.

Lavoratori, colleghi!

Questo stato di cose non può essere battuto che dalla lotta. Non è demandabile a qualche politico di turno, né possiamo aspettarci dei ripensamenti aziendali: essi hanno già deciso, hanno già imboccato questa strada che per loro significa aumento dei profitti, dividendi agli azionisti, benefits ai gruppi dirigenti...

 

Ma sappiamo anche che lottare è difficile, che è duro. E che non nasce spontaneamente - che ha bisogno di organizzazione. Pesa su di noi la maledizione di un sindacato che ha venduto “l'anima al diavolo”, che si è schierato apertamente sugli interessi aziendali, curando tuttalpiù le ricadute più odiose sui lavoratori, ma lasciando inalterato il terreno di “crescita” dell'azienda, accompagnandone i processi di riorganizzazione e spegnendo sul nascere la necessità del conflitto.

Ma la nostra condizione di lavoro necessita di una risposta, che metta in luce ed in chiaro, che noi non ci stiamo. Che non reggiamo questi ritmi intensificati, queste paghe che faticano ad arrivare a fine mese. E lo diciamo con lo sciopero. Ci esprimiamo con lo sciopero, a segnare una distanza che più inconciliabile non c'è.

 

ABBIAMO INDETTO SCIOPERO PRESTAZIONI AGGIUNTIVE E STRAORDINARIE DAL 4 MAGGIO CHE TERMINERA’ CON LO SCIOPERO INTERA GIORNATA DEL 3 GIUGNO. COSTRUIAMO INSIEME UNA GRANDE GIORNATA DI LOTTA

LAVORIAMO INSIEME ALLA COSTRUZIONE ED ALLA RIUSCITA DELLO SCIOPERO NAZIONALE

CUB POSTE       SICOBAS     COBAS POSTE    SLG-CUB POSTE

Ancora una volta, come ripetutamente denunciamo da sempre Poste Italiane non è disposta al confronto. In continuità col passato registriamo l'acuirsi dei criteri guida nei processi di privatizzazione: Aumento della flessibilità; calo occupazionale e servizi sottratti agli utenti. La carenza cronica negli organici, ritmi e carichi di lavoro insostenibili, recapito a giorni alterni, trasferte di addetti della sportelleria, costretti a spostarsi per garantire l'apertura degli uffici postali, " utilizzo "  del personale C.T.D. senza regole e orari, costantemente sotto ricatto per una riconferma contrattuale ci inducono a continuare con lo sciopero dello straordinario in tutti i settori di Poste Italiane.