NON CI FERMIAMO

Dopo la bellissima e partecipata giornata di lotta del 3 giugno abbiamo sostenuto presso il ministero del lavoro un nuovo ed ennesimo incontro con i vertici aziendali. Nonostante la drammaticità dei fatti, l’esito è stato comunque negativo.

Poste vuole proseguire con la sua scriteriata politica che porterà a predisporre una struttura di lavoro basata sulla massima flessibilità e sullo sfruttamento del precariato.

Precariato che è consacrato nella sua condizione di lavoratore usa e getta: 7238 persone inserite in graduatoria per 1600 posti disponibili, senza contare coloro che non hanno concorso per assenza dei requisiti.

In realtà, le irrisorie assunzioni non andranno mai a coprire le molteplici uscite che scaturiscono dall’esodo incentivato e dalla quota 100 (oltre 15000 unità).

 

Mentre in categoria i precari vedono affievolire le loro speranze, i lavoratori stabili sono sempre più pressati alla flessibilità ed allo straordinario.

Più mansione in meno tempo, più disponibilità, più stress psico-fisico e meno vita privata.

 

Sarebbe necessaria un’unità d’azione tra stabili e precari affinché venga riconosciuto il diritto al lavoro, sancito dalla costituzione ma bistrattato dal neoliberismo.

Per questo abbiamo indetto lo sciopero delle prestazioni aggiuntive e degli straordinari

dal 20 GIUGNO al 18 LUGLIO

(la Liguria e il Piemonte terminano il 16 e l’Emilia-Romagna il 17)

La delusione dei precari è forte, per il grande impegno profuso durante le loro attività al servizio dell’azienda e dei cittadini, hanno soddisfatto ogni richiesta di straordinari, subdolamente obbligati a rispondere, per mezzo di messaggi in chat, anche durante il loro tempo libero. Hanno rinunciato alle ferie e si sono maggiormente esposti a rischio incidenti per riuscire a smaltire il corriere quotidiano. Illusi e abbandonati alla loro condizione di precarietà. Tale rammarico viene acuito dalle notizie sul bilancio di poste italiane che registrano utili in forte aumento e che non avrebbe nessuna ripercussione negativa ad assumere persone mentre ne guadagnerebbe il servizio e l’intera comunità, ma poste italiane guarda da tutt’altra parte, investitori privati all’orizzonte.

Noi, sindacati di base, abbiamo già sostenuto la lotta dei precari con numerose iniziative e ribadiamo la necessità di ripristinare il turn-over al 100% e di stabilizzare tutti i precari, cambiando le leggi e gli accordi vigenti. Per un’azienda che abbia a cuore la qualità della vita di cittadini e dipendenti e che ci sia rispetto e valorizzazione di ogni individuo, soprattutto di chi grava nella condizione di precarietà. Attenzioni che in queste politiche privatistiche e neoliberiste stanno venendo sempre meno, con l’intento di ottenere una classe operaia fragile, vulnerabile e totalmente asservita ai padroni, e privare i cittadini di un bene essenziale. Per questo continueremo a rafforzare la nostra contrarietà al processo di privatizzazione rivendicando fortemente il servizio postale pubblico come bene essenziale della collettività da tutelare.

Invitiamo tutti i lavoratori stabili a sostenere questa lotta ed a creare posti di lavoro mettendo in evidenza le diffuse carenze strutturali e rispedendo al mittente ogni richiesta di prestazione straordinaria ed aggiuntiva

IL LAVORO SI CREA LAVORANDO MENO

CUB Poste              COBAS Poste               SICOBAS Poste              SLG-CUB Poste

 Lavoratori del Recapito,

lavoratori della Sportelleria,

lavoratori dei CMP,

lavoratori della Logistica,

colleghe e colleghi!

 

 

Riuscito lo sciopero del 3 giugno!

 

 

 

Riuscito lo sciopero del 3 giugno indetto dal sindacalismo di base che in alcuni territori ha assunto proporzioni altamente significative, lasciando incontrovertibilmente un segno indelebile. Difatti, ha mostrato la forza del conflitto e dell'unità dei lavoratori con le forti astensioni registrate anche nel resto della penisola.

Possiamo tranquillamente affermare che questa importante mobilitazione ha centrato il bersaglio. Cioè, ha messo in crisi il meccanismo della produzione finalizzata esclusivamente agli interessi della classe opposta, agli ingenti guadagni che finiscono sistematicamente nelle tasche del management aziendale e dell'intero comitato d'affari che ruota intorno ad esso.

Prima di uscire con questo comunicato abbiamo atteso i dati relativi all'adesione, formalmente richiesti, che Poste non ha più fornito. È del tutto evidente che non vuole ammettere e tantomeno palesare il colpo accusato.

Checché se ne voglia dire o benché non se ne parli proprio per oscurare le ragioni della lotta intrapresa e portata avanti con determinazione da organizzazioni scomode per l'intera compagine del potere (aziendale, politico e finanziario), non potrà essere cancellata la grande ed emotiva partecipazione, anche molto gioiosa e colorata, che ha caratterizzato il presidio organizzato per l'occasione sotto il palazzo di “lor signori”.

Sono stati fatti più tentativi da parte di molti dirigenti di poste e di molti venduti dirigenti sindacali per sbarrare la strada ad un evento tale, per fermare l'avanzata dei lavoratori.

Manovre vergognose, meschine e spudorate, ma questi ignobili lestofanti non possono che prendere atto del loro fallimento.

Al di là di ogni altra considerazione, il dato estremamente positivo di questo sciopero emerge dalla crescente volontà di coloro che intendono reagire con estrema fermezza nei confronti di ogni forma di arroganza e di abuso quale conseguenza fisiologica della privatizzazione e delle politiche distruttive ad essa collegate.

Porteremo avanti con determinazione e senza interruzione questa importantissima lotta nell'esclusivo interesse di tutti i lavoratori, opponendo la nostra forza alla prepotenza, all’oppressione ed allo sfruttamento che sono all’ordine del giorno nella nostra realtà lavorativa. Questa è la nostra unica promessa che mai e poi mai sarà tradita.

 

 

 

CUB Poste COBAS Poste SICOBAS Poste SLG-CUB Poste