Dopo lo sciopero del 25 maggio 2018 e gli scioperi degli straordinari e delle prestazioni aggiuntive, dall’8 giugno al 8 luglio e questo ancora in corso dal 23 luglio al 23 agosto, la lotta continua anche sul piano delle vertenze su sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e sulle condizioni lavorative.

Abbiamo infatti lanciato una campagna di resistenza alle politiche aziendali a partire anche dalle questioni suddette fermo restando che come sindacati di base stiamo lavorando ad un “autunno caldo” con una serie di iniziative a partire da un altro sciopero contro il recapito a giorni alterni (di cui  il concreto fallimento è sotto gli occhi di tutti: dipendenti ed utenti) e le politiche aziendali che vogliono i lavoratori, di tutti i settori di poste italiane, sempre più sfruttati spremuti a seguito degli aumenti dei carichi di lavoro e della riduzione degli organici senza contare la futura espulsione “incentivata” di oltre 15.000 lavoratori.

Stiamo lavorando per mettere in piedi delle iniziative nelle quali rilanciamo le parole d’ordine del 25 maggio tra le quali: la stabilizzazione di tutti i ctd nessuno escluso contro le logiche aziendal-sindacali.

Sindacati che, in questo periodo, si stanno tanto prodigando nel contattare i precari di poste nella promessa, a fronte di un tesseramento, di un posto di lavoro fisso che sarà solo per una piccola parte di quest’ultimi, in un terno a lotto dal quale i vincitori saranno tali grazie “all’agire sindacale” mentre per gli altri …provvidenza divina. 

Dobbiamo continuare su questa strada sempre più convinti e coesi nel ribadire che la lotta, di noi lavoratori, non è che all’inizio ed anche in questo periodo estivo noi ci siamola lotta non può e né deve andare in vacanza .

Comunicateci tutte le problematiche, anche specifiche dei vostri uffici su sicurezza e condizioni di lavoro, apriamo insieme vertenze diffuse, prepariamo il terreno per questo autunno, per uno sciopero partecipato che dia un segnale ancora più evidente,  del riuscito sciopero del 25 maggio, che i lavoratori non vogliono sottostare alle politiche aziendali che mirano solo al taglio occupazionale a fare sempre più profitti sulle spalle dei lavoratori in una logica sempre più accentuata di privatizzazione

  • NO ai tagli occupazionali
  • No ai giorni alterni
  • No all’aumento dei carichi di lavoro
  • NO alla continua perdita dei diritti
  • No allo sfruttamento
  • NO alla privatizzazione
  • NO al precariato

Per una nuova stagione di lotta, Uniti a difesa del servizio pubblico e dell’occupazione