CMP di Peschiera Borromeo, dipendenti chiamati agli straordinari dove non c'è bisogno. E la posta ancora in giacenza resta dov'è

 

E' noto che il Centro di Meccanizzazione Postale di Peschiera Borromeo è suddiviso in 2 sezioni: alla prima è affidata la corrispondenza nazionale e alla seconda quella in ingresso e uscita dall'Italia.

Alcuni mesi fa denunciammo una giacenza di 1500 tonnellate di cui 1100 di corrispondenza internazionale e 400 nazionale. Ora, mentre quella internazionale è azzerata, quella nazionale è in parte ancora giacente. Così, paradossalmente, il fenomeno persiste dove c'era meno giacenza.

Ma, dietro a quel paradosso cosa cercano di nascondere? Che molto probabilmente, in seguito aii controlli degli ispettori, di nascosto gran parte di quella internazionale è stata trasferita in altri centri di smistamento. E questo spiega perché la società, per poter provare l'effettivo azzeramento ella giacenza, al Centro Scambi Internazionale assume strani comportamenti.

Richiesta di prestazioni straordinarie al CSI

Continuano a chiedere prestazioni di fine settimana nonostante l'assenza di giacenza e lavoro.

Omesso invio al CMP

Per precostituirsi delle prove necessarie a giustificare il suo azzeramento con prestazioni straordinarie che i responsabili del CSI non l'inviano dove resistono giacenze di corrispondenza nazionale come al CMP.

I gradi di penalizzazione dell'utenza per la corrispondenza nazionale in ingresso e uscita dal CMP di Peschiera

I più penalizzati sono i cittadini serviti direttamente, ovverosia i residenti nei territori di Piacenza, Lodi, Pavia, Milano, Cremona, Mantova e Brescia. In misura minore i residenti nel resto della regione ed infine, in misura ancora minore, i residenti del resto d'Italia.

Presentazione del Piano d'Impresa a Milano

Per il prossimo martedì è prevista la sua presentazione da parte del nuovo Amministratore Delegato. Chissà se agli azionisti avrà qualcosa da dire in merito a quel che succede al CMP di Peschiera Borromeo. E sopratutto se avrà qualcosa da dire ai cittadini, ancora una volta, calpestati nei loro diritti costituzionali.