NEI GIORNI A SEGUIRE TUTTI I LAVORATORI DI POSTE VERRANNO CHIAMATI NELLE ASSEMBLEE DEI SINDACATI FIRMATARI AD ESPRIMERE UN PARERE SUL NUOVO CCNL

 

A FRONTE DI AUMENTI IRRISORI CHE ANDRANNO A REGIME A 3 MESI DALLA SCADENZA DEL CONTRATTO IL 31 DIC 2018 E DI ALTRI FINTI AUMENTI SOTTO FORMA DI WELFARE AZIENDALE, OLTRE AD UNA DRASTICA PROSPETTIVA OCCUPAZIONALE CON LA PERDITA DI OLTRE10.000 POSTI DI LAVORO TRA ESODI INCENTIVATI E

RIENTRI OCCUPAZIONALI, E DI UN PROGETTO INDUSTRIALE CHE PREVEDERA’ UNO SMANTELLAMENTO REPENTINO DEL SERVIZIO

 

NOI DICIAMO NO AL CONTRATTO-PONTE E AL CONTENTINO

 

Anche l’“una tantum” equivale a poco più di un euro lordo al giorno (senza contare il triennio 2013- 2016). Non c’è un aumento sostanziale del salario che rappresenti un miglioramento della qualità della vita, e l’introduzione del fondo pensione e sanità integrativa sottratti all’aumento salariale, di fatto, incentivano la politica del privato che si sostituisce allo stato.

 

Un CCNL “ANOMALO”, un contratto ponte, di breve durata tant’è che a giugno 2018 riprenderanno le trattative per il successivo rinnovo dove probabilmente si andrà ad incidere sulla parte normativa con introduzioni di clausole peggiorative per i lavoratori. Il contratto successivo sarà veicolato

dall’intesa raggiunta tra azienda e confederali sull’occupazione che oltre alle 15000 uscite programmate prevede la possibilità di ulteriori esodi rimpiazzati solo per il 40%, con ulteriore taglio dei posti di lavoro e dalla trasformazione del servizio di recapito con l’introduzione della consegna a giorni alterni in quasi tutto il territorio nazionale. A noi sembra chiara l’intenzione di arrivare presto alla seconda tranche di privatizzazione:” offrendo un’azienda “snella” a misura privatistica.

 

Siamo consapevoli, che per difendere il lavoro, il servizio pubblico, per salvaguardare diritti e porre fine al precariato, occorre che cresca la partecipazione conflittuale dei lavoratori, diversamente saremo in balia di questi disegni che snatureranno la funzione originaria di Poste come fornitore di un servizio di pubblica utilità, che non può essere condizionata dalla sete del profitto a tutti i costi. Anche se i

tempi, sempre più stretti, richiederebbero fin d’ora una partecipazione diretta dei lavoratori, noi ci siamo con la convinzione che senza lotta queste trasformazioni in negativo si realizzeranno.

 

Per questo crediamo che non sia opportuno lasciarli fare.

 

FACCIAMOCI SENTIRE: VOTANDO NO A QUESTO CCNL!